Le tartarughe giganti tornano alle Galápagos quasi 150 anni dopo la loro scomparsa da Floreana, nell’arcipelago ecuadoriano. Un gruppo di 158 esemplari giovani è stato rilasciato sull’isola dove la specie era estinta alla fine dell’Ottocento per avviare il ripopolamento.
Gli animali, tra 8 e 13 anni, provengono dal centro di allevamento del Parco nazionale delle Galápagos sull’isola di Santa Cruz e rappresentano la prima fase di un programma che prevede il rilascio graduale di circa 700 individui.
Il progetto rientra nel piano di restauro ecologico di Floreana, dove le tartarughe svolgevano un ruolo cruciale come “ingegneri dell’ecosistema”: disperdevano semi, modellavano la vegetazione e favorivano la rigenerazione degli habitat.
Un tempo, la popolazione di tartarughe giganti sull’isola era stimata in decine di migliaia. Nel XIX secolo si arrivò all’estinzione locale, causata dallo sfruttamento intensivo di balenieri e navigatori, che catturavano le tartarughe come riserva di carne durante le traversate, dalla distruzione dell’habitat e soprattutto dall’introduzione di mammiferi invasivi – ratti, gatti, maiali e asini – che predavano uova e giovani esemplari e alteravano l’ambiente.
La reintroduzione della specie, oggi indicata come Chelonoidis niger niger, è stata resa possibile da un lavoro genetico durato anni. Alcune tartarughe sull’isola di Isabela, in particolare nell’area del vulcano Wolf, sono risultate portatrici di una quota significativa del patrimonio genetico della popolazione originaria di Floreana.
Attraverso un programma di incroci controllati, i ricercatori hanno ottenuto esemplari ibridi che conservano tra il 40% e l’80% del DNA della specie scomparsa. L’obiettivo a lungo termine è rafforzare progressivamente questa componente genetica per ricostruire una popolazione il più possibile simile a quella originaria.
Gli animali rilasciati sono stati sottoposti a quarantena e dotati di microchip. Le dimensioni raggiunte consentono loro di difendersi dai predatori introdotti, mentre sull’isola prosegue il controllo delle specie invasive e della vegetazione non autoctona.
Le tartarughe giganti delle Galápagos non sono estinte nell’arcipelago nel suo complesso: sopravvivono 13 specie o sottospecie su altre isole.
