Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

Matteo Salvini ha convocato oggi un vertice della Lega sul dossier agricoltura, in cui sono state discusse alcune proposte a partire dall’incremento dell’esenzione Irpef anche sopra i 10 mila euro.

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Aumentare l’esenzione Irpef sopra i 10mila euro, imporre un controllo sui prezzi e costi di produzione e introdurre provvedimenti per limitare i danni della fauna selvatica: sono alcune delle proposte avanzate dalla Lega per gli agricoltori, discusse oggi in una riunione convocata direttamente da Matteo Salvini sul dossier. “Vogliamo coinvolgere un numero sempre maggiore di imprenditori agricoli, aggiungendo altre risorse rispetto a quanto già ipotizzato“, ha detto nella riunione il segretario leghista. La prima proposta, quindi, è chiaramente quella di incrementare l’esenzione Irpef, ma la Lega, che ha sempre appoggiato esplicitamente le proteste degli agricoltori, ha discusso di un intero pacchetto di misure. Non solo: durante la riunione la Lega ha ribadito la sua contrarietà ai negoziati dell’Unione con il Sudamerica.

Da mesi Bruxelles è al lavoro per un accordo di libero scambio con il Mercosur. Per il Carroccio, però, non ci sarebbero “vere garanzie sul rispetto degli standard simili ai nostri” e alla fine l’accordo “rappresenterebbe un pericolo per i produttori italiani con l’arrivo sulle nostre tavole di prodotti che non danno le nostre stesse garanzie“. Inoltre, mancherebbe ancora “una valutazione complessiva dell’impatto di queste misure sul nostro mercato“. Il Carroccio, in una nota, ha concluso: “Per la Lega si tratta dell’ennesimo tentativo di favorire le multinazionali danneggiando il Made in Italy“.

Ad ogni modo, queste proposte della Lega sul dossier agricoltura hanno già innescato alcune polemiche politiche. Il Partito democratico ha sottolineato che il governo è “ancora diviso sull’Irpef agricolo” e che “la soluzione di cui si sta discutendo nel vertice di maggioranza alla Camera già trova i distinguo della Lega con Salvini che chiede di più“. Simona Bonafé e Ubaldo Pagano, i capogruppo dem nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, dove è in esame il decreto Milleproroghe, hanno concluso: “I ministri vanno in ordine sparso e con posizioni contrastanti, stiamo assistendo a spettacolo indecoroso“.

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