
I titoli da mettere in valigia per il 2026 vanno selezionati seguendo alcuni trend. Roberta Gastaldello di Capital Group ne individua tre: intelligenza artificiale, rinascimento industriale e innovazione sanitaria. Nel primo la sua prima scelta è Broadcom ben posizionata dai vantaggi secolari dei semiconduttori. «Il titolo è fornitore leader di chip IA personalizzati e soluzioni di networking per carichi di lavoro IA ad alta velocità – spiega Gastaldello -, supportando la costruzione di data center hyperscaler. Il tema del rinascimento industriale è guidato da tendenze pluriennali, che preparano il terreno per un superciclo di investimenti come quello che interessa Rolls-Royce che opera in un duopolio nel mercato dei motori per aerei wide-body, fornendo motori per aerei commerciali e piattaforme militari e trae vantaggio dalla spesa europea più elevata per la difesa. In un’epoca d’oro per l’innovazione sanitaria, con aziende che sviluppano nuovi farmaci e tecnologie di piattaforma per soddisfare mercati ampi e poco serviti come quelli dell’obesità e del cancro EssilorLuxottica è leader mondiale nella cura della vista e si sta trasformando in un’azienda di dispositivi medici integrata verticalmente».
Tecnologia
Nel grande capitolo dei titoli tech Gianluca Ungari di Vontobel Istitutional Client punta ad Alphabet (piace anche a Tikenau e Shoeders) esposta al forte ciclo globale di investimenti in AI e infrastrutture digitali. La recente release di Gemini 3 ha riaffermato il posizionamento competitivo di Google che ha solidità eccezionale in termini di generazione di cassa e prospettive di crescita.
La prima scelta di Bcc Risparmio&Previdenza è il colosso di Taiwan Tsmc (piace anche da Pictet e Carmignac) che grazie alla solida leadership tecnologica detiene un alto potere sui prezzi, inoltre il modello “fabless foundry” con clientela diversificata (Apple, Nvidia, AMD e Microsoft), tanto da essere immune a cicli settoriali e con esposizione AI neutra rispetto ai rivali. C’è poi Amazon esposto al tema intelligenza artificiale con AWS e allo stimolo fiscale e al conseguente aumento dei consumi.
Se in molti citano Microsoft (tra cui Banca Patrimoni Sella), AcomeA punta su Adobe, azienda californiana famosa per aver creato il formato Pdf. «Oggi il titolo tratta a 14x gli utili del 2026 con una crescita attesa delle revenue e dell’utile intorno al 10% – sottolineano da AcomeA – e il management continua a centrare la guidance che propone e le net new annual reccurring revenues stanno riaccelerando. Insomma, buoni fondamentali che oggi il mercato non apprezza». Al secondo posto c’è Samsung che nel 2026 si prepara a una forte espansione dei profitti, con previsioni che indicano un utile operativo più che raddoppiato grazie alla ripresa del mercato della memoria e all’aumento dei prezzi di Dram e Nand. In aggiunta ha un maxipiano di investimenti da 450 trilioni di won che rafforzerà ulteriormente la capacità produttiva per l’AI e la divisione mobile pronta a espandere la quota nel segmento ultra-premium con nuovi smarphone.
Industriali
AcomeA tra gli industriali suggerisce Ala Avio leader in due verticali promettenti come il settore aerospazio e la difesa. Gianluca Ungari di Vontobel ritiene che Siemens consenta di cogliere la potenziale ripartenza dell’industria europea con la Germania che ha annunciato un piano di spesa pubblica senza precedenti, focalizzato su infrastrutture, energia e modernizzazione produttiva. Francesco Sandrini, Cio di Amundi, suggerisce di guardare in Usa a Starbucks, impegnata in una ristrutturazione nel comparto consumer dopo una sottoperformance negli ultimi 2–3 anni mentre in Italia c’è Campari il cui prezzo delle azioni si è dimezzato negli ultimi due anni a seguito delle preoccupazioni sul consumo di alcol che hanno influenzato le valutazioni del settore. La prima scelta di Sabrina Denis di Janus Hendersen è la canadese Celestica, originariamente filiale di Ibm negli anni ’90, cresciuta sia organicamente sia attraverso acquisizioni strategiche fino a diventare un player globale, con attività produttive in 15 paesi, leader nei componenti per l’industria aerospaziale, sanitaria e delle energie rinnovabili. C’è poi Sterling Infrastructure, principale fornitore di infrastrutture specializzate in gran parte degli Stati Uniti di cui quelle digitali, segmento a più rapida crescita. Alessandro Guzzini di Finlabo sottolinea le potenzialità di Repsol con valutazioni molto contenute a fronte di un possibile rialzo del prezzo del petrolio; Rio Tinto, terza più grande società mineraria al mondo per la sua esposizione a rame e altre commodities e la tedesca Bmw che potrebbe beneficiare della ripresa ciclica del settore auto dovuta a calo tassi, e valutazioni molto contenute del settore. Se tra le banche Bcc Risparmio&Previdenza indica AbnAmro che nel 2026 dovrebbe mostrare progressi sia sul capitale sia sui costi con ricavi in recupero, Eurizon nel lusso suggerisce Lvmh e Honeywell nel settore energia.