Storie Web martedì, Aprile 23
Notiziario

«La posizione del trilogo che, sulla base di un nuovo studio di cui nessuno di noi era a conoscenza, sconfessa le decisioni del Parlamento europeo sul regolamento imballaggi, è da un lato un colpo durissimo alla democrazia e, dall’altro, una mina che rischia di mandare in frantumi la nostra packaging valley, il distretto produttivo delle macchine automatiche leader mondiale». Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro e formazione dell’Emilia-Romagna, si schiera apertamente dalla parte dell’industria, e quindi del riciclo, di fronte alla minaccia ideologica che è tornata a fare capolino a Bruxelles dopo l’incontro dello scorso 5 febbraio tra Parlamento, Commissione e Consiglio dell’Ue del riuso come unica via maestra per la transizione green. In ballo ci sono, solo sulla via Emilia, 22mila posti di lavoro diretti in 222 imprese che generano un fatturato di quasi 6 miliardi di euro. Tra cui nomi come Coesia, Ima, Marchesini, Robopac, Sacmi, colossi che non sono trainano l’internazionalizzazione della regione ma sono campioni di investimenti sostenibili sul loro territorio.

Assessore, se passa la linea del trilogo con la messa al bando degli imballaggi in nome del riuso, quali rischi vede per la nostra economia?

Un rischio altissimo, perché quando si parla di macchine packaging in Italia, si parla di una nicchia manifatturiera di altissima qualità, che esporta quasi l’80% del proprio fatturato nel mondo (9 miliardi il preconsuntivo 2023, ndr), che sostiene la bilancia commerciale di tutto il Paese e, soprattutto, che garantisce quasi 40mila posti di lavoro diretti. Gli obiettivi ambientali che l’Europa si è data sono fondamentali, ma non possono andare a discapito della tenuta di un sistema di grande innovazione che sta investendo più di ogni altro competitor mondiale proprio sulla sostenibilità energetica e ambientale dei luoghi di lavoro. Così si compromette anche la tenuta sociale e la sicurezza e la salute delle persone, perché non dimentichiamo che gli imballaggi hanno migliorato le nostre condizioni di vita. Oltre alla minaccia economica, vedo però anche un grosso rischio per la nostra democrazia.

Si riferisce alla presa di posizione del trilogo?

Un circolo ristretto non può mettere in discussione con un “coup de theatre”, in nome di un nuovo studio, la decisione della massima espressione democratica dell’Unione europea, il Parlamento, che lo scorso novembre aveva votato a larga maggioranza e in modo trasversale a tutti i partiti un testo frutto di una sofferta mediazione, che riequilibra riciclo e riuso degli imballaggi. È un precedente pericolosissimo, perché una nuova ricerca è come un ricorso al Tar: non si nega a nessuno! Se funziona così, di fronte a una decisione assunta democraticamente che non mi piace, faccio fare una nuova ricerca e cambio unilateralmente l’esito. C’è qualcosa che non va.

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