Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

La vita al fianco di Hugh Hefner, il patron di Playboy, era tutto fuorché un sogno. A sette anni dalla sua morte, la moglie Crystal Hefner ha parlato per la prima volta in un memoir dal titolo “Only Say Good Things: Surviving Playboy and Finding Myself”, ovvero “Dici solo cose buone: sopravvivere a Playboy e ritrovare me stessa”. Nel libro ha ammesso senza mezzi termini di non aver mai amato suo marito. 

Il racconto di Crystal Hefner

Crystal Hefner sposò Hugh Hefner nel 2012 e rimase sua moglie fino alla sua morte nel 2017, quando il patron della Playboy Mansioon aveva raggiunto la veneranda età di 91 anni. Nel suo libro, Crystal ha descritto una vita di sacrifici e compromessi. La sua storia è quella di una giovane donna che, a soli 21 anni, entra nel mondo dorato di Playboy, pensando di aver raggiunto l’apice del successo e della felicità. La realtà era tutta un’altra cosa: “Dovevo dormire con un ottantenne, c’era un prezzo da pagare”. 

In quel momento pensavo di essere al top. Pensavo, ‘Wow, se mi piace tutto ciò che piace a lui e faccio tutto ciò che vuole che io faccia, allora sono la sua preferita’. E lo ero, ma ho perso me stessa. Mi sono resa conto molto presto di avere a che fare con uno squilibrio di potere davvero grande. Sembrava un mondo di successo e fantasia, ma tutto aveva un prezzo.

“Dovevo essere sempre bionda, bruciai il mio cuoio capelluto”

Hugh Hefner le fece la proposta di matrimonio alla vigilia di Natale del 2010, e lei si sentì abbastanza strana, vivendo un conflitto riguardo all’idea del matrimonio. Sulle prime, infatti, accettò poi dopo cinque giorni ruppe il fidanzamento ma dopo una breve parentesi lontana dalla Playboy Mansion fece ritorno. Nel libro racconta anche il regime restrittivo a cui tutte le conigliette erano costrette, altrimenti niente soldi: “Lo smalto per unghie non poteva essere altro che un colore neutro, niente french manicure”. Hefner aveva una passione per le bionde e lei doveva sempre esserlo. Le frequenti tinture le hanno causato vesciche e ferite: “Dovevo andare a decolorarli e mi bruciava il cuoio capelluto e avevo vesciche, aa per qualche motivo, pensavo che fosse tutto normale e che fosse ciò che significava essere visti come belli agli occhi suoi”.

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