Storie Web martedì, Febbraio 27
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L’atleta keniota, Kelvin Kiptum, detentore del record mondiale di maratona, è rimasto coinvolto in un incidente avvenuto sulla strada che da Eldoret conduce a Kaptagat. Oltre a lui, è deceduto anche il suo allenatore.

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Kelvin Kiptum è morto a 24 anni. L’atleta keniano, conosciuto come il re della maratona (detentore del record mondiale), ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto sulla strada che da Eldoret conduce a Kaptagat. La notizia è stata confermata anche dalla sua famiglia oltre che dalle autorità locali. Ancora non sono chiare le cause del sinistro ma è certo che sia il podista sia il suo tecnico sono deceduti sul colpo.

Nella vettura c’era anche il suo allenatore, il ruandese Gervais Hakizimana: nemmeno per lui c’è stato scampo. Ancora incerte le condizioni di una terza persona che si trovava nell’abitacolo. “L’incidente è avvenuto intorno alle 23. A bordo della macchina c’erano tre persone: due sono perite nell’impatto, mentre uno è stato portato in ospedale”, ha spiegato ai media locali il comandante della contea di Elgeyo Marakwet, Peter Mulinge.

Il mondo dell’atletica perde in maniera tragica uno dei protagonisti più forti e promettenti, tra quelli più attesi alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024 in virtù anche del record che aveva battuto lo scorso anno (cancellando il primato di 2h.01’09” del connazionale, Eliud Kipchoge) vincendo la Maratona di Chicago con il tempo di 2h.00’35”.

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La sua impresa era stata ratificata da recente dalla World Athletics. Ironia della sorte, la sua carriera viene stroncata proprio nel momento migliore. Kiptum si stava preparando per partecipare alla maratona di Rotterdam di quest’anno, prevista per aprile: la gara olandese era una tappa obbligata nel percorso di avvicinamento ai Giochi francesi.

L’aveva scelta anche per difendere il suo titolo. È stato lui stesso a confermarlo nei giorni scorsi. “Nel 2022 avrei dovuto correrla ma un leggero infortunio mi ha fermato. Questo sarà il momento giusto. È una scelta fatta in piena coscienza, in accordo con mia moglie, quella di concentrarmi al 100% sui miei obiettivi”.

Il keniano era diventato l’uomo simbolo sulla distanza di 42,195 km: nella scorsa stagione arrivò sul traguardo a braccia alzate non solo a Chicago ma anche a Londra, conquistando due delle sei Major della specialità (le altre sono Tokyo, Berlino, Boston e New York).

(in aggiornamento)

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