Storie Web lunedì, Gennaio 19
La “schiscetta” a pranzo fa risparmiare 3.200 euro all’anno

Portarsi il pranzo da casa al lavoro è un piccolo sforzo in più che può portare a un grande risparmio. Secondo un’analisi di Bravo, azienda fintech specializzata nella riparazione dei debiti, il risparmio medio grazie alla “schiscetta” è di 263 euro al mese, pari a circa 3.200 euro l’anno.

Una cifra che, se confrontata con lo stipendio medio netto nazionale (tra 1.700 e 1.850 euro), equivale a quasi due mensilità aggiuntive. Numeri che invitano a non sottovalutare il peso della pausa pranzo: per alcuni, mangiare fuori può assorbire fino al 20% del reddito.

Quanto costa mangiare fuori

La differenza tra un pasto consumato al ristorante e uno preparato in casa è significativa. Un pranzo che comprende pasta, acqua e caffè costa in media 16 euro al Nord e 13 euro al Sud, mentre prepararlo a casa richiede circa 1,7 euro. Una differenza che, moltiplicata per i giorni lavorativi dell’anno, mostra come la “schiscetta” può diventare una voce di risparmio così rilevante.

Dove si risparmia di più

Le città e le regioni in cui la scelta del pranzo preparato a casa garantisce il maggior risparmio sono quasi tutte nel Nord Italia. Tra le città in cui si contengono di più le spese in termini assoluti ci sono Milano, Monza-Brianza, Parma, Modena e Bologna. A livello regionale guidano la graduatoria Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria e Trentino-Alto Adige, con un risparmio attorno ai 3.500 euro annui. In fondo alla classifica si trovano Puglia, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo, regioni dove la differenza tra pranzo fuori e pranzo da casa porta un risparmio più contenuto, poco sotto i 2.800 euro.

La classifica percentuale: Vibo Valentia in testa

Quando il dato viene considerato in rapporto al reddito, lo scenario cambia. Da questo punto di vista è Vibo Valentia a registrare il maggior risparmio: circa il 22,3% della busta paga mensile, ovvero 243 euro su uno stipendio lordo di 1.090 euro. Subito dopo compaiono Grosseto con il 21,5% e Imperia con il 21%.

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