Un portavoce ha spiegato che “si è trattato di un’idea nata per rendere omaggio alle giovanissime vittime della scuola Shajareh Tayyebeh” di Minab

Nelle mani di ogni giocatore, stretto al petto, uno zainetto viola da scuola; al braccio, una fascia nera in segno di lutto: così si è presentata in campo la squadra della Nazionale di calcio iraniana prima dell’amichevole con la Nigeria, in segno di protesta durante l’inno nazionale per ricordare i bambini uccisi nel bombardamento Usa nella scuola elementare nella città iraniana di Minab nelle fasi iniziali del conflitto tra Usa e Israele e l’Iran.

L’episodio è accaduto il 27 marzo scorso allo stadio Mardan Sports Complex di Aksu, Antalya, in Turchia. Secondo quanto riporta Fanpage.it un portavoce della Nazionale ha spiegato che “si è trattato di un’idea nata per rendere omaggio alle giovanissime vittime della scuola Shajareh Tayyebeh. Secondo le autorità di Teheran l’edificio che ospitava l’istituto è stato colpito in occasione dei primi attacchi congiunti di Usa e Israele, causando la morte di ben 175 persone, tra le quali 165 tra bambine e ragazze. Secondo quanto riportato all’epoca dal New York Times, il missile fu effettivamente lanciato dall’esercito statunitense ma a causa di un errore”. La partecipazione dell’Iran ai Mondiali è in forte dubbio a causa della guerra in Medio Oriente. L’amichevole si è poi conclusa con la vittoria della Nigeria per 2-1.

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