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La “Pole of Cold Oymyakon”, la maratona più fredda al mondo è stata vinta dallo studente russo Konstantin Dragunov: 42,2 chilometri corsi alla temperatura media di -55 gradi centigradi, per oltre 3 ore, insieme ad altri 37 atleti. “Ad un certo punto pensavo di collassare”

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Un ragazzo di soli 24 anni, Konstantin Dragunov, si è aggiudicato l’edizione 2024 della “Maratona più fredda del  Mondo“. Non un modo di dire, ma una corsa oltre i limiti, con una temperatura media di -55 gradi centigradi che 38 atleti  hanno deciso di sfidare, a Oymyakon in Siberia. Dopo oltre tre ore di gara, il primo a tagliare il traguardo è stato lo studente russo, arrivato allo stremo: “Credevo di collassare durante la maratona”.

Di certo è la maratona più estrema in assoluto, conosciuta col nome di “Pole of Cold Oymyakon” e la più temuta dai partecipanti. Eppure, il suo fascino resta ben radicato a tal punto che in 38 si sono presentati ai nastri di partenza: quasi tutti russi, abituati a temperature artiche ma che sono stati messi in difficoltà dai 42,5 km. Ogni anno si svolge in Siberia, ogni anno qualcuno rischia la vita per arrivare prima degli altri ed entrare nel palmares della competizione.

Il tutto per la gloria e la voglia di farlo, non certo per diventare ricchi visto che i premi in palio sono tutt’altro che interessanti: si tratta di circa mille euro al primo, poi premi e riconoscimenti a tutti gli altri. L’edizione 2024 ha visto Dragunov, uno studente, riuscire a conquistare il successo, ma in diversi momenti ha rischiato di non arrivarci.

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Ovviamente per parteciparvi, visite mediche e controlli pre gara sono stati ferrei così come tutte le precauzioni utilizzate con il vestiario per tamponare il glaciale freddo siberiano. Unica parte scoperta, parti del volto ed è qui che i 38 folli atleti hanno subito i problemi peggiori. Lo stesso Dragumov ha ammesso di “aver temuto di non farcela, di morire. Verso il 33° chilometro pensavo di collassare”. Poi, la resistenza estrema e una forza di volontà sovrumana: “Ho resistito e ce l’ho fatta”.

Parole che arrivano dopo oltre 42 chilometri, per la maratona. Ma anche pensieri che pervadono chi ha optato per la gara con metà distanza, come la russa Alisa Matveeva che dopo il traguardo ha ammesso: “A tratti è stato davvero spaventoso, per il ghiaccio negli occhi, perché non ho sentito i muscoli per metà gara, correndo senza avere la percezione di farlo. Ti devi adattare alle situazioni non a come sai correre da sempre”.

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