Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Più di 250 miliardari e milionari hanno chiesto all’élite politica riunita per il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, di introdurre tasse patrimoniale per contribuire a un miglioramento dei servizi pubblici in tutto il mondo. “La nostra richiesta è semplice: vi chiediamo di tassare noi, i più ricchi della società – scrivono in una lettera aperta, riportata dal Guardian -.Ciò non modificherà radicalmente il nostro tenore di vita, né priverà i nostri figli, né danneggerà la crescita economica delle nostre nazioni. Ma trasformerà la ricchezza privata estrema e improduttiva in un investimento per il nostro futuro democratico comune”, si legge nella lettera, che poi lancia un attacco diretto a quel capitalismo “filantropico” che tanto è amato tra le élite economiche.

“La soluzione non può essere trovata nelle donazioni una tantum o nella filantropia; l’azione individuale non può correggere l’attuale colossale squilibrio. Abbiamo bisogno che i nostri governi e i nostri leader prendano l’iniziativa. E così veniamo di nuovo da voi con la richiesta urgente di agire – unilateralmente a livello nazionale, e insieme sulla scena internazionale”.

Tra i ricchi firmatari provenienti da 17 paesi ci sono l’erede della Disney, Abigail Disney, l’attore Brian Cox, l’attore e sceneggiatore Simon Pegg e Valerie Rockefeller, erede della dinastia statunitense. Nella lettera, intitolata ‘Proud to Pay’ (fieri di pagare), i super-ricchi sottolineano di essere “le persone che beneficiano maggiormente dello status quo”.

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“Ma la disuguaglianza ha raggiunto un punto critico e il suo costo per la nostra stabilità economica, sociale ed ecologica è grave – e cresce ogni giorno. In breve, abbiamo bisogno di agire adesso”, viene ribadito. Un nuovo sondaggio tra i super-ricchi mostra che il 74% è a favore di tasse più alte sul patrimonio per aiutare ad affrontare la crisi del costo della vita e migliorare i servizi pubblici. Un sondaggio, condotto da Survation per conto del gruppo Patriotic Millionaires, ha intervistato più di 2.300 super-ricchi provenienti dai paesi del G20 con un patrimonio investibile di oltre 1 milione di dollari, escluse le loro case, inserendoli nel 5% più ricco. Il sondaggio ha rilevato che il 58% è favorevole all’introduzione di un’imposta patrimoniale del 2% sulle persone con più di 10 milioni di dollari e che il 54% ritiene che la ricchezza estrema costituisca una minaccia per la democrazia.

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