Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

Al via i lavori di ristrutturazione e restauro del Real Albergo dei Poveri di Napoli, uno degli edifici più grandi di Europa con un fronte di 400 metri. L’appalto integrato da 80 milioni (fondi Pnrr) è stato aggiudicato alla Cobar, azienda di costruzioni di Altamura, nel barese, nota per la ricostruzione del teatro Petruzzelli ed i grandi restauri effettuati negli anni, dal Colosseo al Teatro San Carlo di Napoli a Palazzo Barberini di Roma, al Palazzo Reale di Caserta, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Le maestranze della Cobar sono già all’opera per liberare gli spazi del palazzo napoletano, abbandonato da decenni, da montagne di rifiuti e faldoni di archivio inservibili, e sono in corso le indagini strutturali integrative per mettere in sicurezza l’edificio, cui seguirà l’avvio della ristrutturazione della facciata preceduta dall’allestimento dei ponteggi lungo tutta l’imponente facciata. Trattandosi di appalto integrato, è in corso la progettazione definitiva/esecutiva, il cui «esito –spiega Giuseppe Epifani della direzione tecnica di Cobar – determinerà l’importo degli ulteriori lavori aggiuntivi rispetto al piano iniziale di fattibilità tecnica ed economica». I lavori di recupero, progettati dall’archistar Paolo Desideri, dovrebbero terminare a giugno 2026 riconsegnando alla città un edificio maestoso da destinare a studentato, parte del Museo Archeologico Nazionale e a Biblioteca Nazionale.

Per la Cobar,spa fondata e guidata da Vito Barozzi nel 2005, la ristrutturazione del Real Albergo dei Poveri è in un portafoglio commesse di quasi un miliardo tra Umbria, Calabria, Piemonte e Puglia e quasi tutti a valere su risorse del Pnrr,quindi da completare entro giugno 2026. Nell’anno che si apre, insieme al cantiere più esteso del Real Albergo dei Poveri, la Cobar completerà la ristrutturazione dell’abbazia di San Benedetto di Norcia: concluso il 1° lotto (lavori per 3,9 milioni) è appena iniziato il secondo e ultimo per 3,5 milioni, e la consegna finale è prevista per il 10 dicembre 2025. Avveniristico, in cemento e acciaio, il Museo del Mare che Cobar deve realizzare – in Rti con la lucana Mancusi – a Reggio Calabria, una delle ultime progettazioni di completamento del waterfront del comune reggino, committente dei lavori. I lavori aggiudicati per 75 milioni (fondi Pnrr) inizieranno a marzo prossimo, con opere di protezione a mare, per terminare a metà del 2026. «È un’opera unica al mondo –dice Barozzi che prevede per il 2024 un fatturato di circa 250 milioni – progettata dallo studio di Za Hadid, archistar iraniana, e per questa commessa abbiamo sottoscritto un protocollo di legalità con Ance Calabria, Prefettura e Ministero degli Interni, una esperienza pilota da adottare anche in altri cantieri». Pure ad Egnazia, nel brindisino, la Cobar ha realizzato un museo immersivo nelle aree del mare, con tanto di acquario completato a metà novembre scorso. E poi Torino con la ristrutturazione ed il restauro del vecchio palazzo delle Esposizioni progettato da Pier Luigi Nervi, per realizzarvi con 62 milioni (fondi Pnrr), la sede della nuova Biblioteca Nazionale. In questo portafoglio c’è ovviamente Bari con l’aggiudicazione della Porta del Levante, la camionale di 10,8 chilometri (importo lavori 223 milioni) che collegherà il porto alla rete autostradale. In tutte queste opere Cobar impegna circa 430 dipendenti diretti ed un migliaio di quelli delle imprese collaboratrici e studi tecnici.

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