NEW YORK – La richiesta è stata messa nero su bianco: servono 1.500 miliardi di dollari per la difesa americana nel 2027. Un aumento di almeno il 42%, 445 miliardi, sull’anno in corso. Ad un budget non solo record, ma protagonista di una crescita senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale per gli Stati Uniti, che già dominano la classifica mondiale degli investimenti militari.

La richiesta è di Donald Trump, capitolo centrale della nuova proposta di finanziaria inviata dalla Casa Bianca al Congresso sulle priorità da seguire e approvare. Un budget Maga, appunto, da guerra. Come quella oggi in corso contro l’Iran, dove il presidente ha già chiesto un immediato pacchetto da 200 miliardi, ma non solo. È foriero di una ridefinizione bellicosa dell’intera politica estera americana, ancora in cerca di etichette: una Dottrina Donroe fatta di unilateralismo e mercantilismo, espansionismo territoriale e spregiudicato nazionalismo imperiale alleggerito da ideologie neocon.

Il prezzo da pagare per la nuova corsa al riarmo, definita «storica» dalla Casa Bianca, è nella spesa sociale: Trump chiede tagli per 73 miliardi, pari al 10% della spesa domestica discrezionale non rivolta al Pentagono, spalmati su enti e ministeri legati al welfare e all’ambiente, compresa l’eliminazione di programmi sopravvissuti alla missione efficienza del Doge di Elon Musk, dal clima all’edilizia popolare e all’istruzione. Trump aveva già cercato simili tagli nell’anno in corso, senza riuscirvi appieno, e torna alla carica. L’altro prezzo è nella traiettoria del debito, che gli analisti prevedono salga di 6.900 miliardi in dieci anni con la difesa responsabile d’una spesa da 5.800 miliardi.

La nuova proposta è una versione iniziale che riassume linee guida e sarà seguita da un secondo documento più dettagliato. Offre però già una chiara rotta nei suoi grandi numeri: spezza un radizionale equilibrio negli stanziamenti discrezionali, esclusi cioè quelli automatici e colossali in sanità per poveri e anziani e pensioni (Medicare, Medicaid, Social Securiry), tra spesa militare e civile, ciascuna vicina ai mille miliardi. Per il Pentagono, o meglio il Dipartimento della Guerra, Trump adesso chiede 1.100 miliardi nel budget ordinario. Altri 350 li vuole con una manovra di budget straordinaria e celere, la reconciliation, che facilita un voto a maggioranza semplice al Senato evitando l’ostruzionismo dell’opposizione.

La sicurezza è al centro dell’attenzione anche fuori dalle mura del Pentagono. Ingenti risorse vengono richieste per il ministero per la Homeland Security e in particolare guardie di frontiera, agenti dell’immigrazione (Ice) e la detenzione ed espulsione di massa di irregolari. Il budget Ice, con 2,2 miliardi dedicati solo a carceri, è stabile ma era già cresciuto molto e conta su dotazioni eccezionali e pluriennali da 170 miliardi per la lotta ai migranti varate con la riforma delle tasse One Big Beautiful Bill. Il Dipartimento della Giustizia e le suie attività anti-crimine potrebbero ottenere un aumento del 13% a 40,8 miliardi.

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