Storie Web martedì, Dicembre 9
Notiziario

I numeri del territorio evidenziano ad ogni modo il rallentamento complessivo, con il Pil locale cresciuto nel 2024 solo dello 0,2% per effetto della stazionarietà dell’industria (produzione manifatturiera a -0,3%) e del rallentamento dei servizi (fatturato corrente in aumento contenuto del 3,3%). Nonostante ciò, l’export è rimasto un punto di forza, crescendo del 4,4% in valore (14,4 miliardi di euro), performance nettamente superiore rispetto alla media lombarda. Hanno trainato farmaceutica (+17,1%), elettronica (+14,6%) e meccanica (+4,5%), mentre settori come moda (-7,1%), design-arredo (-3,6%) e automotive (-6,4%) hanno mostrato debolezza. Sul fronte occupazionale, i lavoratori sono diminuiti marginalmente (-0,5%) e il tasso di disoccupazione è salito leggermente al 3,3%, pur rimanendo su livelli storicamente ridotti.

La debolezza è proseguita nella prima metà del 2025. Dopo una produzione industriale di fatto stazionaria (-0,5% annuo) e un export dinamico nel primo trimestre (crescita del 9,0% dovuta quasi esclusivamente alla farmaceutica), il secondo trimestre ha segnato una forte contrazione: la produzione manifatturiera è calata del 5,2% e l’export in valore è diminuito dell’1,2% (con cali a due cifre per elettronica, -36,6%, e meccanica, -14,4%).

In termini di mercati, la Germania si conferma il principale partner commerciale (1,5 miliardi di euro di export nel 2024), seguita da Svizzera e Stati Uniti. L’alta dipendenza dalla Germania rende la manifattura locale sensibile alla ripartenza dell’industria tedesca, mentre l’elevata proiezione sul mercato americano amplifica i rischi legati ai dazi statunitensi. Assolombarda stima una perdita potenziale di 146 milioni di euro in esportazioni verso gli Usa in un anno per effetto delle tariffe più elevate (-1,0% di export totale, variazione quindi contenuta), che potrebbe salire fino a 315 milioni di euro nel lungo periodo.

Nel complesso, le stime di crescita del Pil per l’intero 2025 sono, quindi, ridimensionate rispetto a inizio anno e pari a un modesto +0,3%, con attese di stagnazione per la manifattura e servizi ancora deboli. Per far fronte ai rischi globali, come l’esposizione ai dazi, è cruciale per le imprese diversificare le geografie di esportazione e investire in innovazione e qualità.

«Nei numeri di oggi, seppur in un panorama internazionale in continuo cambiamento- ha sottolineato Matteo Parravicini, Presidente della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda- emerge ancora una volta la forza del nostro manifatturiero avanzato, fondato sulla capacità di creare valore in filiere complesse e di sviluppare l’attrattività del territorio come hub per l’innovazione. Ma per supportare i processi che le imprese stanno portando avanti per essere sempre più competitive, occorrono competenze sempre più aggiornate. Una concreta e condivisa integrazione tra il mondo delle imprese e il sistema universitario è la leva per attrarre giovani talenti e garantire la produttività delle nostre aziende. Penso a quelli che definirei laboratori di eccellenza dove le sinergie tra mondo della formazione e mondo produttivo sono sempre più strette e capaci di generare un ecosistema di valore, un modello che possa essere esempio virtuoso dove istituzioni e imprese collaborino attivamente per lo sviluppo economico, mettendo a fattor comune le capacità per un futuro sostenibile e misurabile».

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