Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Kiwi, ok al ritorno del fitostimolante Dormex contro il crollo di produzione

È la molecola che ha di fatto in gran parte determinato la delocalizzazione delle imprese italiane del kiwi in Grecia – perché in tempi di climate change salva le produzioni – e l’esempio tangibile di cosa intendano gli imprenditori dell’ortofrutta quando parlano di “reciprocità”.
Bandito in Italia sull abase di disposizione europee, ma autorizzato in deroga nel Paese ellenico, il Dormex ha appena ottenuto dal nostro ministero della Salute una autorizzazione temporanea all’uso, sulla sola coltura del kiwi, nelle regioni del Sud Italia.

Il comparto dell’ortofrutta incassa con soddisfazione: «L’autorizzazione rappresenta una risposta concreta alle esigenze manifestate dai produttori e da noi rappresentate al ministero dell’Agricoltura», dichiarano, tra gli altri, Andrea Badursi e Vincenzo Falconi, rispettivamente presidente e direttore di Italia Ortofrutta-Unione Nazionale.

In Grecia negli ultimi anni i volumi di kiwi prodotti sono schizzati a 400mila tonnellate; in Italia, invece, si è scesi dalle 550mila tonnellate prodotte, sotto le 200mila tonnellate e molte aziende si sono trasferite “ad Atene” per non perdere mercati costruiti in cinquant’anni di lavoro. Anche in termini di export l’Italia continua a perdere quote di mercato (-40% negli ultimi dieci anni), mentre la Grecia corre (+30% nello stesso periodo).

Utilizzato soprattutto per uva, ciliegi e kiwi, il Dormex è una sorta di “interruttore chimico” che sostituisce lo stimolo naturale del freddo. Bandito nel 2008 dalla Ue per la sua elevata tossicità (soprattutto per chi lavora a diretto contatto nei campi e per l’ambiente), in Italia è stato sempre trattato con un approccio prudenziale e tutte le richieste di autorizzazione in deroga, negli anni, sono state respinte.

Il fatto che la Grecia abbia già concesso anche per questa campagna agraria “l’uso d’emergenza”, avrebbe esposto l’Italia ad uno svantaggio competitivo rispetto alla commercializzazione del prodotto di punta dell’ortofrutta italiana. Una forma di “concorrenza sleale” che ha ammorbidito il dicastero della Salute rispetto a un via libera temporaneo che varrà soltanto 45 giorni nelle sole regioni di Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia ed esclusivamente per i kiwi (non per l’uva).

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