Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

Gli italiani sono decisamente poco ottimisti sulle prospettive dell’Italia nel 2024. Stando infatti al report FragilItalia “Uno sguardo al futuro”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, in base ai risultati di un sondaggio su un campione rappresentativo della popolazione (800 casi da 18 a oltre 65 anni), due su tre (il 67%) non si aspettano un miglioramento della situazione complessiva dell’Italia, in parallelo con le aspettative di segno negativo sull’evoluzione dello scenario internazionale, con una forte preoccupazione per i conflitti in corso (85%), i rapporti tra occidente e Russia (83%), i cambiamenti climatici(81%) e il terrorismo (80%).

«Il Paese rallenta e l’umore degli italiani peggiora, e ne ha tutte le ragioni – osserva il presidente di Legacoop, Simone Gamberini -. All’indomani della pandemia sembrava finalmente che l’Italia avesse imboccato una via diversa dopo il decennio della grande crisi. L’incredibile ripresa economica era stata favorita anche dal clima di fiducia generato dalle nuove politiche europee e dal Pnrr. Nuove guerre, inflazione e aumento del costo della vita, nonché l’annuncio di nuove politiche restrittive, sembrano avere soffocato definitivamente quello slancio iniziale».

Le attese per la situazione familiare

Va un po’ meglio per la situazione familiare, che per l’anno da poco iniziato 4 su 10 prevedono “altalenante”, ma con aspettative di segno positivo per l’andamento delle relazioni familiari (81%), l’amore, gli affetti e le relazioni con gli amici (77%), la salute (71%), il lavoro (61%).

Per tre intervistati su 4 la perdita del posto di lavoro è poco o per niente probabile

Le tendenze evidenziate in modo specifico per il 2024 trovano conferma anche nelle opinioni relative ad una più generale valutazione del prossimo futuro. Se per la situazione dell’economia italiana, ad esempio, 2 intervistati su 3 (il 67%, con un picco dell’86% nel ceto popolare) esprimono aspettative negative e 1 su 3 la prevede in peggioramento, scendono a 4 su 10 quelli che manifestano preoccupazione (il 29% abbastanza, l’11% molto) sull’evoluzione della situazione economica familiare. Su questo sfondo di aspettative di tono meno negativo sul contesto familiare si inserisce il dato della percezione relativa al proprio lavoro: 3 intervistati che lavorano su 4 ritengono poco o per niente probabile la perdita del proprio posto di lavoro o che l’azienda per cui lavorano possa chiudere.

Dalle guerre alla ricchezza in poche mani, la classifica delle preoccupazioni per il futuro

Interessante il dato relativo alla classifica delle preoccupazioni per il futuro. Al primo posto le guerre (61%), seguite dai cambiamenti climatici (52%, con un picco del 62% nell’Italia centrale), l’inflazione (33%), un’eccessiva ricchezza concentrata in poche mani (32%; 37% nel ceto popolare). Largamente coerenti con i valori registrati dall’indicazione degli aspetti problematici, quelli relativi alle parole considerate più importanti per il futuro: sicurezza (41%), giustizia sociale (39%), ecologia e stabilità (34%), democrazia (33%), uguaglianza (31%).

Condividere.
© 2024 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.