Storie Web martedì, Giugno 9

Per poco più di 3 milioni di italiani che vivono all’estero, ma non in un Paese europeo, sarà possibile continuare ad avere il medico di famiglia o accedere ai servizi sanitari in Italia, compresi un ricovero ospedaliero o la prescrizione dei farmaci, pagando 2mila euro l’anno. In questo modo avranno in tasca la tessera sanitaria italiana a cui potranno fare ricorso durante la loro permanenza in Italia per avere le cure di cui hanno bisogno: si pensi a esempio ai tanti pensionati che soggiornano in Paesi come l’Albania o la Tunisia che spesso per diversi mesi l’anno fanno rientro in Italia o anche i più giovani che lavorano, studiano o fanno ricerca all’estero, ma magari rientrano in Italia per alcuni periodi.

Il Senato ha definitivamente varato la proposta di legge che consente ai cittadini italiani residenti all’estero di avere l’assistenza sanitaria nel nostro Paese previo pagamento di un premio annuo di 2mila euro (il costo medio della Sanità che paghiamo in Italia secondo i calcoli della Ragioneria generale dello Stato), con i minori che saranno comunque esenti a patto che almeno un genitore o il tutore sia in possesso della tessera sanitaria.

A chi è rivolta la legge e il contributo da pagare

La legge è diretta in particolare ai cittadini che risiedono all’estero in Paesi non aderenti all’Unione europea o all’Associazione europea di libero scambio (Efta), ma che siano iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Chi vorrà tra questa platea potrà iscriversi al Servizio sanitario presso l’Asl che raccoglie le loro schede individuali, o, in alternativa, presso l’Asl competente per il domicilio di soggiorno ricevendo così la tessera sanitaria. Oggi, infatti, al momento dell’iscrizione all’Aire i cittadini sono cancellati dal Ssn, mantenendo una copertura limitata alle sole cure di emergenza, ma restando totalmente esclusi dalle prestazioni del medico di famiglia e da tutti gli altri servizi. In particolare i pensionati all’estero hanno diritto a una copertura limitata ai 90 giorni per le sole prestazioni ospedaliere urgenti e di pronto soccorso Come detto l’ammontare del contributo, non frazionabile, per il rilascio e il rinnovo della validità della tessera è determinato in 2.000 euro annui. Con decreto del ministro della salute, di concerto con il ministro dell’Economia, l’ammontare del contributo può essere adeguato annualmente tenendo conto delle attività di monitoraggio che saranno messe in campo e della variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente.

La sospensione senza il versamento annuale

 Il mancato versamento del contributo annuale comporterà la sospensione dell’utente dall’accesso alle prestazioni del Ssn, in particolare non potranno essere erogate quelle programmabili e non urgenti. Anche il rinnovo della tessera sanitaria nazionale per l’accesso alle prestazioni è subordinato al versamento del contributo riferito al periodo annuale in corso nonché dei contributi dovuti per il periodo di sospensione maggiorati degli interessi legali. Le nuove disposizioni nono saranno automaticamente operative. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge sempre attraverso un decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia sono determinati le modalità attuative per l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale per i cittadini italiani regolarmente iscritti all’Aire, residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Efta, gli aspetti relativi al procedimento amministrativo correlato e l’attività di monitoraggio degli effetti derivanti dalla presente legge.

L’identikit degli italiani all’estero

Secondo gli ultimi dati dell’Istat (al 31 dicembre 2024) gli italiani che risiedono all’estero sono in tutto 6 milioni e 382mila: nei Paesi extra Ue – Dagli Usa al Canada, dall’America latina all’Australia, All’africa e all’Oriente – sono poco più di 3 milioni, mentre in Europa (il 54%) sono 3 milioni e 448mila persone. A seguire tra i continenti con più italiani residenti c’è l’America che da sola ne conta 2 milioni e 608mila residenti. Più contenute le presenze in Oceania (2,7%, 172mila residenti), Asia (1,3%, 82mila) e Africa (1,1%, 71mila). I Paesi esteri con il maggior numero di residenti italiani sono l’Argentina (987mila), la Germania (847mila), il Brasile (671mila), la Svizzera (654mila) e la Francia (483mila). Gli italiani residenti all’estero sono prevalentemente uomini (quasi il 52%). Il disequilibrio di genere – spiega ancora l’Istat – è dovuto all’origine spesso lavorativa della migrazione, soprattutto in Europa e Asia.

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