Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Italia sul podio per brevetti green in Europa. Dalla manifattura all’informatica: i settori

Secondo Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, «l’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali, ma ha bisogno di un salto di scala». Realacci sottolinea la necessità di investire di più in ricerca, sostenere la capacità di brevettare e rafforzare il trasferimento tecnologico, replicando «il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili».

Crescono gli eco-investimenti

Il rapporto mette in luce anche la crescita degli eco-investimenti: tra il 2019 e il 2024 sono 578.450 le imprese che hanno investito in sostenibilità, pari al 38,7% del totale. Una dinamica che però non sempre si traduce in titoli di proprietà intellettuale, segno di una cultura industriale ancora poco orientata alla tutela sistematica dei risultati della ricerca.

I brevetti green più remunerativi

Sul fronte economico, il divario tra imprese green brevettanti e non green è netto. Le prime generano in media 382 milioni di euro di fatturato per impresa, contro i 41 milioni delle seconde, e registrano una produttività più elevata (144.000 euro di valore aggiunto per addetto, contro 92.000). Oltre la metà di queste aziende esporta (57,8%), per un valore complessivo superiore ai 63 miliardi di euro, con mercati di sbocco fortemente diversificati.

«L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green, con una crescita del 44,4% tra il 2012 e il 2022, ma resta una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia», osserva Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. «Dietro ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale. Anche il sistema del credito e della finanza guarda sempre di più ai brevetti come asset strategici».

Urso: «Italia ha eccellenze in campo green»

In chiusura dei lavori, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ribadito che l’Italia «ha eccellenze in campo green» e può puntare a un ruolo di leadership soprattutto nel riciclo dei rifiuti contenenti materie prime critiche. Un tassello, ha sottolineato, fondamentale per rafforzare l’autonomia strategica del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero.

Condividere.
Exit mobile version