Storie Web lunedì, Aprile 22
Notiziario

“Le breast unit sono oggi la risposta migliore al tumore al seno e l’Italia è all’avanguardia in questo settore in ambito europeo con una sopravvivenza a 5 anni salita all’88% e più di 834mila donne viventi dopo una diagnosi di tumore alla mammella”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel corso di un convegno al ministero con la commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides. “Nel 2023 – ha ricordato Schillaci – sono state 56mila le nuove diagnosi di tumore al seno che rappresenta la prima causa di morte nelle donne tra 35 e 50 anni”. Le breast unit sono state istituite in Italia nel 2014 e la loro importanza “è nella presa in carico delle pazienti con competenze multidisciplari”. Nelle breast unit infatti non c’è solo il chirurgo e l’oncologo ma anche il radiologo, l’anatomopatologo e altri professionisti “che consentono una presa in carico a 360 gradi della paziente”. In questa direzione, secondo Schillaci, occorre promuovere “una rete europea che garantisca a tutti i pazienti e per tutti i tipi di tumori cure efficaci e un accesso più equo”.

“Diagnosi, cura e riabilitazione – ha detto la commissaria Kyriakides – sono i pilastri del nuovo piano europeo contro la lotta ai tumori che vede anche la prevenzione in primo piano”. La buona notizia, ha aggiunto, “è che la mortalità legata al tumore al seno sta diminuendo e l’Italia ha dati sopra la media europea grazie a diagnosi precoce, cure adeguate e soprattutto screening”. La commissaria, in ogni caso, se da un lato ha riconosciuto all’Italia di eseguire “in modo esemplare” gli screening, dall’altro ha notato differenze sul territorio. “ Non è accettabile in Europa – ha detto – che la prevenzione possa dipendere dal reddito o dall’istruzione: dobbiamo dare a tutti e in tutto il territorio dell’Unione europea la possibilità di accedere al sistema degli screening e delle cure”.

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