Storie Web giovedì, Febbraio 5
«Italferr diventa Fs Engineering per spingere sulle opere civili»

Nomen omen, dicevano i latini. Italferr, il braccio ingegneristico del Gruppo Fs, si trasforma, abbandona il vecchio marchio e diventa Fs Engineering con l’ambizione però, come suggerisce il nuovo brand, di superare il perimetro ferroviario e allargarsi al mercato delle opere civili. «Il cambio di nome non è un semplice rebranding ma il rafforzamento di una strategia già avviata», spiega al Sole24Ore l’ad Dario Lo Bosco.

Ingegnere, l’uscita della società dalla dimensione strettamente ferroviaria in che modo punta a fare della società un player generalista dell’ingegneria?

Negli ultimi anni abbiamo indirizzato l’intera Business Unit Infrastrutture di Fs verso un coordinamento digitale, high-tech e smart, con applicazioni di intelligenza artificiale e sistemi Bim avanzati. Abbiamo sviluppato piattaforme che arrivano fino al 7D, integrando nel progetto digitale non solo tempi e costi ma anche sicurezza e gestione fin dalla fase di fattibilità. Accanto alle attività con Rfi e ai grandi progetti europei come la Torino-Lione lavoriamo anche su reti stradali, interporti, energia e infrastrutture complesse.

Con quest’operazione a quali mercati state puntando?

Rafforzare prima di tutto l’Italia e consolidare i Paesi dove siamo già presenti. Siamo circa 3.400 persone e abbiamo sedi in 15 Paesi esteri. In India, per esempio, lavorano con noi circa 200 professionisti locali: vogliamo radicarci nei territori, non limitarci a interventi episodici. Operiamo in Asia centrale, Canada, Australia e in Medio Oriente, dove abbiamo contribuito alla metropolitana driverless di Riyadh.

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