Storie Web giovedì, Aprile 2

Dopo averci riempito le tasche per 98 anni, l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato (Ipzs) è pronto a svuotarcele. Il progetto IT-Wallet – il portafoglio digitale che l’Istituto sviluppa e gestisce all’interno dell’app IO – è pronto per un salto evolutivo. Lanciato sperimentalmente nel 2024 per dare agli italiani un’identità digitale garantita e sicura, da dicembre è disponibile per tutti gli utenti dell’app. Poche settimane fa il servizio ha superato la soglia di 10 milioni di attivazioni, con 17,3 milioni di documenti caricati.

Dieci milioni di italiani hanno quindi già tolto, per sempre, dalle loro tasche, almeno uno dei tre documenti che oggi si possono caricare sull’app IO: la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità. Per usarli attraverso lo smartphone nel mondo fisico.

Dopo questo inizio, il borsellino digitale è destinato a riempirsi senza gonfiarsi. A regime saranno oltre 200 le credenziali disponibili su IT-Wallet. Tra quelle che si possono citare, compaiono titoli di studio, certificati di frequenza scolastica e godimento di diritti politici, attestati di residenza, certificazioni Isee, iscrizioni alle liste elettorali, tessere elettorali, badge di dipendenti pubblici, patenti speciali, fascicolo sociale e lavorativo e prova dell’età, con cui dimostrare di essere maggiorenni – per esempio per accedere a un sito web – senza fornire dati personali.

L’incisione a laser di una carta di identità

La differenza, rispetto allo Spid, è che ora l’identità digitale smette di vivere solo online. «La forza dell’IT-Wallet rispetto agli strumenti di identità digitale – spiega Antonio Gentile, responsabile Ipzs ingegneria di prodotto – è proprio questa: se ne potrà fare un utilizzo ibrido, cioè anche nel mondo fisico». Già oggi la patente virtuale salvata sull’app IO può essere esibita a un controllo e la tessera sanitaria fatta di bit usata per accedere a prestazioni e servizi.

Un salto di paradigma introdotto con il nuovo regolamento europeo eIDAS 2, pensato per dare ai cittadini la possibilità di custodire in un’app dati e credenziali interoperabili. Aprendo la strada all’identità digitale europea. «Nell’ambito della produzione documentale, questo ha comportato il passaggio da una dimensione di fabbrica a quella di ecosistema digitale. In Italia, il Poligrafico ha ricevuto l’incarico di realizzare il core di questo ecosistema, che dovrà ricevere e rendere fruibili in sicurezza i dati provenienti da oltre 200 fonti autentiche».

Condividere.
Exit mobile version