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Conflitto Israelo-Palestinese



22 Gennaio 2024



22:25

Israele ha fatto arrivare ad Hamas, attraverso la mediazione del Qatar e dell’Egitto, una proposta che prevede due mesi di tregua in cambio del rilascio di tutti gli ultimi ostaggi ancora detenuti a Gaza. Anche Netanyahu ha confermato l’esistenza di una possibile offerta ai miliziani palestinesi.

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Conflitto Israelo-Palestinese

Due mesi di pausa per il rilascio degli ostaggi. È la proposta che Israele ha consegnato a Hamas, tramite i mediatori dell’Egitto e del Qatar, per una tregua nel conflitto iniziato due mesi e mezzo fa Gaza. Il possibile accordo includerebbe dunque fino a 60 giorni di pausa nei combattimenti e il rilascio dei restanti ostaggi in mano ai miliziani palestinesi. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Israele, secondo quanto riporta l’agenzia USA, “sarebbe cautamente ottimista sulla possibilità di fare progressi nei prossimi giorni”.

Anche il primo ministro, Benjamin Netanyahu, durante un incontro  con una delegazione di familiari di persone rapite da Hamas, ha ammesso dell’esistenza di una proposta ad Hamas, secondo  quanto riferito da Channel 12. L’emittente ha chiarito che Netanyahu non ha fornito dettagli “per non danneggiare i negoziati”, mentre ha smentito la  notizia che ci sarebbe un’offerta di Hamas sul tavolo.

Cosa prevede la proposta di Israele ad Hamas

La prima fase dell’accordo vedrebbe il rilascio di donne, uomini di oltre 60 anni e ostaggi in condizioni mediche difficili. Quindi successivamente sarebbe il turno delle soldatesse, degli uomini sotto i 60 anni che non sono militari, i soldati e i corpi degli ostaggi deceduti.

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La proposta include anche che Israele e Hamas si accordino in anticipo su quanti prigionieri palestinesi da liberare per ogni ostaggio israeliano (anche i corpi di coloro che sono deceduti) e poi trattative separate sui nomi dei prigionieri.

Inoltre, Israele accetterebbe di modificare la portata delle sue truppe a Gaza.  La proposta comunque non prevede un accordo per la fine totale della guerra ma la pausa ipotizzata, se fosse effettivamente attuata, sarebbe la più lunga dall’inizio della guerra e darebbe respiro alla popolazione di Gaza ormai stremata, evidenzia sempre Axios.

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