Ucraini e russi. E poi iraniani e statunitensi. Mentre i rispettivi paesi sono alle prese con conflitti sanguinosi e funesti, i giovani economisti in arrivo da tutto il mondo si siedono fianco a fianco, per assistere alla lezione del Nobel dell’Economia Michael Spence.
“Ponte” culturale non scontato che ancora una volta riesce ad Iseo (Istituto per gli Studi Economici e Occupazione), Fondazione nata nell’omonima cittadina lombarda che per il 22esimo anno dà vita alla propria Summer School.
Che per l’edizione 2026 si presenta con numeri record: a fronte di una platea che tradizionalmente si attestava intorno ai 70 partecipanti, quest’anno la Summer School ospita ben 100 giovani economisti in arrivo da 41 paesi, cifra che fa salire a oltre 1.500 il totale dei giovani coinvolti al corso dalla sua prima edizione nel 2004.
Un traguardo, quello di quest’anno, raggiunto dopo una severa selezione: la Fondazione ha infatti ricevuto quasi 300 domande di iscrizione da tutto il mondo, tra le quali sono stati individuati i migliori profili – tra dottorandi di ricerca, assistenti universitari e studenti master – arrivati sul Sebino da 73 prestigiose università.
Per seguire una settimana di studio e dibattito dedicata al nuovo ordine economico globale, tra nuovi equilibri macroeconomici, le montagne russe del commercio internazionale, l’impatto dirompente dell’intelligenza artificiale, la transizione verde, le disuguaglianze nascenti nel mercato del lavoro e la persistente inflazione globale.
