Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica islamica, unisce legittimità dinastica e formazione religiosa di alto livello. Khomeini è vicino ai Pasdaran sui temi strategici e sostenitore dell’“Asse della Resistenza”, si è mostrato aperto su libertà civili e diplomazia. Ha così costruito un profilo trasversale in grado di attrarre sia ambienti conservatori sia circoli più pragmatici.
Più improbabile, ma spesso citata, è l’ipotesi di Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema che sarebbe stata uccisa oggi. Una successione ereditaria contrasterebbe con la tradizione sciita e con i principi anti-monarchici della Rivoluzione islamica, rischiando di minare la legittimità del sistema già fragile.
Ebrahim Raisi fino alla sua morte era considerato il candidato preferito dei conservatori e ha lasciato un vuoto nel fronte più duro che ha contribuito a spostare l’attenzione su figure ritenute possibili ’ponti’ tra fazioni.
Anche i Pasdaran giocano un ruolo cruciale: l’apparato militare sarebbe impegnato da tempo in una fase preliminare di selezione per garantire che il futuro leader goda del loro sostegno.
Tra i possibili successori citati da un’analisi di Iranwire spicca Mohammad Mehdi Mirbagheri, membro dell’Assemblea degli Esperti e considerato esponente dell’ala più ideologica, con una visione escatologica unita a intransigenza politica: respinge i modelli occidentali, invoca un controllo “massimo” del clero sulla società e ha giustificato posizioni estreme anche sul conflitto in Medio Oriente.
