
È nel clou la stagione dei boeri, le classiche praline ripiene con ciliegia e liquore, per cui gli italiani spendono oltre 10 milioni di euro, concentrati per l’80% nella distribuzione moderna.
«Come la maggior parte dei prodotti a base di cioccolato, le vendite si concentrano da settembre al periodo natalizio», spiega Jean Valery Raffard, ceo del market leader Witor’s (122,5 milioni di euro di fatturato). I boeri sono il prodotto storico di quest’azienda cremonese, nata nel 1959 e oggi controllata dal fondo 21Invest, che chiude il 2025 con un solido trend di crescita, in particolare nelle praline, e con un’espansione sui mercati esteri (è presente in oltre 80 Paesi) sull’onda di fenomeni globali, come il Dubai chocolate.
Anche i boeri Witor’s registrano un forte crescita e, durante le feste ampliano la loro distribuzione sino a sfiorare il 90% dei punti vendita della Gdo. Queste praline sono un apprezzato cadeau, considerate a tutti gli effetti una specialità italiana. Anche se la loro origine è legata all’Europa continentale, dove la tradizione dell’abbinamento tra cioccolato e kirsch ha origini antiche. La tesi più accreditata ne attribuisce l’invenzione al pasticcere svizzero, Emil Gerbeaud, patron dell’omonimo caffè di Budapest, di cui sono ancora oggi un fiore all’occhiello.
Sull’arrivo in Italia circolano molte versioni. Quel che è certo è che nel 1962, sei anni dopo il lancio del “cugino” Mon Chéri da parte di Ferrero, il fondatore di Witor’s, Roberto Bonetti, registra il nome “Il Boero” e inizia la distribuzione di questa pralina, presto seguito da altri competitor, come Zàini, che con il suo espositore ad alberello conquista un posto sui banconi dei bar dell’Italia settentrionale. A farlo apprezzare è anche un’efficace trovata promozionale: in base all’indicazione stampata all’interno dell’incarto si poteva vincere sempre almeno un altro boero.
Da allora è diventato un cioccolatino familiare tanto che oggi praticamente tutti i grandi nomi della cioccolateria, artigianale e industriale, l’hanno in assortimento. Alla tipologia classica (cioccolato extra fondente, liquore e ciliegie), tuttora la più venduta, si sono affiancate poi altre versioni come quella con cioccolato al latte. Le ultime innovazioni firmate Witor’s propongono la versione analcolica e abbinamenti freschi con gli spirits più amati, come caffè e sambuca oppure pompelmo rosa e gin. Novità sviluppate anche per prolungare la stagione e spingerne le vendite anche in estate.