Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Il calcio italiano fa i conti con l’ennesimo episodio di razzismo. Questa volta a farne le spese è stato il portiere del Milan Mike Maignan, destinatario di insulti razzisti durante il primo tempo della partita tra la sua squadra e l’Udinese, a Udine. Maignan si è rivolto prima al quarto uomo, quindi all’arbitro Maresca, poi ha abbandonato il campo. La partita è stata interrotta per 5 minuti.

«Ho sentito versi di scimmia rivolti a me ad ogni partita, sono cose che non devono succedere. È ignoranza. Così non si può giocare. Non è la prima volta, dobbiamo dare un segnale importante», ha spiegato il portiere del Milan a Sky Sport. La Lega Serie A, il Milan e l’Udinese hanno postato sui propri account social messaggi di ferma condanna di ogni forma di razzismo. Il portiere accusa, l’Udinese si difende, tutti condannano: ma non se ne esce. Il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni in un post su Facebook ha annunciato l’intenzione di proporre al consiglio comunale di conferire al portiere la cittadinanza onoraria.

Maignan: «Udinese complice, era come se niente fosse»

In una lunga riflessione sui social, Maignan ha preso posizione contro quanto accaduto. «È un sistema che deve assumersi la responsabilità – ha sottolineato -: gli autori di questi atti perché è facile agire in gruppo, nell’anonimato di una tribuna; gli spettatori che erano sugli spalti che hanno visto tutto, sentito tutto ma hanno deciso di tacere, siete complici; l’Udinese che parlava solo di interruzione della partita, come se niente fosse, sei complice; le autorità e il procuratore, con tutto quello che sta succedendo, se non faranno nulla, saranno complici anche loro».

«Lotta al razzismo è dura ma vinceremo

«È una lotta dura – ha continuato il portiere del Milan -, ci vorrà tempo e coraggio ma è una lotta che vinceremo». Maignan ha invitato il sistema calcio a prendersi le proprie responsabilità. «Non è stato attaccato il giocatore», ha scritto Maignan «ma l’uomo, il padre di famiglia». E ancora: «Non sono una vittima» e «grazie del supporto, vi vedo e siamo insieme».

Salvini: «Cori vergognosi, spero si intervenga»

Sugli insulti razzisti rivolti a Maignan è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini. «“Vergognosi” i cori di ieri e spero che il 2024 porti una nuova cultura e un nuovo spirito sportivo negli stadi. Spero che chi di competenza intervenga, ho visto la società dell’Udinese è già intervenuta con parole chiare, penso non si possa colpevolizzare intere città o società per pochi idioti», ha affermato.

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