Storie Web martedì, Gennaio 13
Influenza: il picco entro due settimane, i sintomi e le cure evitando il fai da te

L’influenza stagionale continua a colpire milioni di italiani e il numero dei casi resta elevato su gran parte del territorio nazionale. Il picco è previsto nelle prossime due settimane, tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni indica che la coda epidemica può protrarsi fino alla primavera. “Anche se ci stiamo avvicinando al picco stagionale, non è il momento di abbassare la guardia – sottolinea Tecla Mastronuzzi, coordinatrice macroarea prevenzione della Società italiana dei medici di medicina generale (Simg) -. La circolazione dei virus respiratori resta intensa e continuerà verosimilmente anche nelle prossime settimane. È fondamentale mantenere l’attenzione ai sintomi, evitare l’uso improprio dei farmaci e proteggere in modo particolare le persone più fragili”.

Il quadro epidemiologico e le prospettive

I dati dell’ultimo aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità indicano che l’epidemia è entrata nella sua fase centrale, con un carico significativo sui servizi sanitari e sull’attività quotidiana dei medici. In base all’ultima rilevazione, l’incidenza della patologia si aggira intorno ai 14 casi su mille assistiti adulti, che diventa molto più alta (circa 37 casi/1000 individui) nel caso di bambini al di sotto dei 4 anni. Queste stime derivano dai dati settimanali forniti dalla rete sentinella dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta distribuiti su tutto il territorio nazionale, integrati con le segnalazioni ospedaliere. Secondo la Simg l’andamento delle prossime settimane potrà subire variazioni significative, influenzate sia dalla temporanea riduzione dei contatti legata alla chiusura delle scuole e delle attività nel periodo natalizio, sia, al contrario, dall’aumento dei contatti ravvicinati tipici delle festività.

La prevenzione, a partire dalla vaccinazione e da comportamenti responsabili, insieme al ruolo centrale della medicina generale, resta lo strumento più efficace per ridurre complicanze e impatto sul Ssn evitando il ricorso improprio ai farmaci. Su questi aspetti interviene la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), che fornisce indicazioni utili per affrontare l’epidemia influenzale in corso, tutelare i soggetti più fragili e ridurre il rischio di complicanze.

Il ruolo strategico dei medici di famiglia

“Negli studi dei medici di medicina generale si registra una domanda assistenziale elevata, con numerosi consulti per sintomi respiratori e sindromi simil-influenzali – continua Tecla Mastronuzzi –. Aumentano non solo le visite per febbre, tosse, malessere e difficoltà respiratorie, ma anche le richieste di orientamento clinico da parte di cittadini spesso incerti su come interpretare e gestire i primi segnali dell’infezione. Questa situazione comporta una maggiore complessità gestionale per i medici di famiglia, chiamati a conciliare l’assistenza quotidiana con l’individuazione precoce delle complicanze, soprattutto nei soggetti più fragili, e determina una crescente pressione organizzativa sugli ambulatori, che richiede un efficace triage e un attento monitoraggio dei casi sul territorio”.

L’importanza della prevenzione

Diventa pertanto ancora più importante rafforzare le misure di prevenzione e di contenimento dell’infezione. “Occorre raccomandare sempre le misure più efficaci per contrastare la diffusione dell’epidemia – ricorda Alessandro Rossi, presidente Simg –. In primo luogo, la vaccinazione antinfluenzale, che risulta ancora disponibile presso gli ambulatori dei medici e che trova ancora utilità per una copertura efficace della coda lunga dell’epidemia stagionale. Resta fondamentale mantenere il distanziamento sociale e utilizzare le mascherine, in particolare nei luoghi affollati ed in presenza di soggetti fragili anche a casa, oltre a seguire le buone e comuni norme igieniche. Si raccomanda, inoltre, una buona idratazione sia in prevenzione che soprattutto in corso di malattia”.

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