Storie Web giovedì, Febbraio 29
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Il presidente della FIFA Gianni Infantino si è espresso in maniera durissima contro chi si rende responsabile di cori e comportamenti razzisti durante le partite di calcio, condannando quanto accaduto a Mike Maignan in Udinese-Milan: “Va comminata la sconfitta a tavolino per le squadre i cui tifosi si siano resi protagonisti di atti di natura razzista”.

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Non si spengono gli echi di quanto accaduto sabato sera durante il primo tempo di Udinese-Milan, quando il portiere rossonero Mike Maignan è stato fatto oggetto di versi di scimmia da parte di alcuni spettatori – evidentemente tifosi friulani – che erano alle spalle della sua porta. La partita è stata sospesa dall’arbitro Maresca, in ossequio al cambio di regolamento intervenuto nel 2019 per contrastare il razzismo, e i calciatori del Milan hanno dato un segnale potentissimo rientrando per qualche minuto negli spogliatoi assieme a Maignan, salvo poi fare ritorno in campo e concludere regolamente la partita (vinta 3-2 in rimonta nel secondo tempo).

Le intemperanze non sono proseguite e dunque non si è passati allo step successivo dell’articolo 62 delle NOIF (le norme organizzative interne della Federcalcio), ovvero la sospensione definitiva della partita. Sulla vicenda è intervenuto a caldo, nella serata di ieri subito dopo il fischio finale del match, anche il presidente della FIFA Gianni Infantino, pubblicando una dichiarazione in cui sostiene la necessità di andare oltre col pugno duro nei confronti dei razzisti, scoraggiandone gli esecrabili comportamenti con la minaccia della sconfitta a tavolino della loro squadra.

Il presidente della FIFA Gianni Infantino

Il presidente della FIFA Gianni Infantino

Gli eventi di sabato a Udine e Sheffield sono assolutamente ripugnanti e del tutto inaccettabili. Non c’è posto per il razzismo né per altre forme di discriminazione, nel calcio così come nella società. I giocatori interessati da quanto accaduto sabato hanno il mio pieno supporto – ha scritto Infantino – È necessario che TUTTE le parti interessate agiscano, a partire dall’istruzione nelle scuole, affinché le future generazioni comprendano che questo non è parte del calcio né della società“.

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Oltre alla procedura a tre fasi (sospensione della partita, seconda interruzione della partita, partita annullata), va comminata la sconfitta a tavolino per le squadre i cui tifosi si siano resi protagonisti di atti di natura razzista – provocando così l’annullamento della partita -, così come vanno attuati divieti di accesso agli stadi di tutto il mondo e portate avanti accuse penali nei confronti di chi compie atti razzisti. La FIFA e il mondo del calcio mostrano piena solidarietà alle vittime di razzismo e di ogni altra forma di discriminazione. Una volta per tutte: no al razzismo! No ad ogni forma di discriminazione!“. ha concluso il capo del calcio mondiale.

Sulla questione si è èspresso con altrettanta durezza il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, con un post sul proprio profilo Twitter: “Il mio, il nostro NO AL RAZZISMO non può, non deve, non vuole avere il colore di una maglia o della pelle, non riguarda una religione o un popolo o una città : vale sempre e ovunque! Come il RISPETTO: sempre e ovunque! E chi sbaglia ne deve rispondere. Le nostre scuse a Mike Maignan!“.

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