
Non solo commesse, ma collaborazioni strategiche da potenziare a tutto campo: da tech e robotica alla difesa, come già testimonia l’ambizioso programma Gcap per il caccia di sesta generazione, da farmaceutica e medicale alla chimica, dall’auto a macchinari e beni intermedi, dallo spazio all’energia. Senza contare l’alleanza sul piano politico, che guarda non solo alla stabilità nell’Indo-Pacifico, sempre più oggetto delle mire cinesi, ma anche al Sud globale e in particolare all’Africa.
In un mondo in fiamme, è un patto di ferro a base di industria e geopolitica quello che Giorgia Meloni ha siglato con Sanae Takaichi, l’unica altra donna del G7, come lei la prima a guidare il suo Paese, come lei conservatrice e nazionalista, come lei chiamata ad affrontare la sfida dell’inverno demografico. «Amicizia e sintonia» (simbolicamente raffigurata nella foto delle premier in versione manga diffuse via social) utili per unire le forze e coordinarsi in tutti gli organismi multilaterali, dall’Onu al G7.
Lo spirito del “ganbaru”
Lo spirito? Quello del “ganbaru”, la parola giapponese – ha detto Meloni – che non vuol dire solamente fare del proprio meglio, significa fare più del proprio meglio, cioè ambire a superare sempre i propri limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati». L’approccio giusto, secondo la presidente del Consiglio, «per fare il bene dei nostri popoli, delle nostre nazioni, che sono grandi nazioni, eredi di grandi storie e che di grandi storie possono di nuovo essere protagoniste».
Il bilaterale nel 160° anniversario delle relazioni Italia-Giappone
Dopo la tappa in Oman, la premier è arrivata mercoledì a Tokyo, dove ha festeggiato il suo compleanno con la figlia Ginevra e lo staff e ringraziato con un videomessaggio sui social per gli auguri ricevuti: «Il vostro affetto è arrivato, siete la mia forza». L’appuntamento con l’omologa giapponese è cominciato giovedì alle 11.30 locali (le 3.30 della notte italiana) al Kantei, la residenza ufficiale della prima ministra nipponica. Un bilaterale rilevante: nel 2026 ricorre il 160° anniversario delle relazioni Italia-Giappone, che ora compiono un ulteriore salto di qualità. Il partenariato strategico già lanciato nel 2023 da Meloni con il predecessore di Takaichi, Fumio Kishida, diventa «speciale».
Il focus sull’Indo-Pacifico
La situazione nell’Indo-Pacifico «è sempre più severa ed è importante la nostra collaborazione sempre più stretta», ha esordito Takaichi, che ha regalato a Meloni la tavola grafica della mascotte della Green Expo 2027 in programma a Yokohama nel 2027, annunciando che l’Italia parteciperà. Anche Meloni ha citato sicurezza e stabilità nell’Indo-Pacifico come obiettivo dell’impegno comune, insieme a quello per «arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina e per consolidare il processo di pace in Medio Oriente».