Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

In occasione della prima udienza preliminare del processo relativo all’incidente del 23 maggio 2021, quando la cabina della Funivia Stresa–Alpino-Mottarone precipitò al suolo in zona impervia e boschiva provocando la morte di 14 passeggeri, l’azienda altoatesina Leitner – titolare del contratto di manutenzione dell’impianto – ha comunicato ufficialmente al Gup l’intervenuto accordo di natura risarcitoria tra la stessa Leitner e tutti i familiari delle 14 vittime della tragedia. “L’ammontare complessivo dell’accordo con le parti, sul cui importo i familiari hanno chiesto la riservatezza, – spiega l’azienda in una nota – è comunque estremamente rilevante e superiore a quanto già ottenuto dagli stessi in via assicurativa”. La sola posizione ancora aperta, essendo in corso le procedure relative alla tutela del minore, è quella dell’unico sopravvissuto, il piccolo Eitan Biran. Leitner confida però di definire in tempi rapidi anche tale ultimo profilo.

Mottarone, legale Leitner: “Ci siamo fatti carico di oltre 50 risarcimenti”

“Vista l’inadeguata copertura assicurativa della società di gestione dell’impianto – continua la nota – Leitner ha spontaneamente messo a disposizione dei familiari delle vittime queste rilevantissime somme, prima ancora di poter far valere nel processo non solo la propria completa estraneità ai fatti ma la propria posizione di parte essa stessa lesa dall’evento. Un concreto gesto di solidarietà e vicinanza verso chi è stato colpito così duramente da una vicenda assurda, che ha spezzato vite innocenti e distrutto famiglie intere”.

L’accordo prevede un’espressa autorizzazione rilasciata dalle parti lese affinché Leitner possa procedere a sua volta ad avviare tutte le iniziative risarcitorie, a riparazione delle somme anticipate, verso i soggetti effettivamente responsabili dell’accaduto.

Costituite le parti civili

L’udienza preliminare per la tragedia del Mottarone si è aperta oggi, 17 gennaio, a quasi 2 anni e 8 mesi dai fatti nella Casa della Resistenza di Verbania, trasformata in aula giudiziaria. Gli imputati per i quali la procura di Verbania ha chiesto il rinvio a giudizio sono 8, sei persone fisiche e due giuridiche. Le accuse vanno, a vario titolo, da attentato alla sicurezza dei trasporti, a rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, da disastro colposo, a omicidio plurimo colposo a lesioni colpose gravissime. I giudici, inoltre, dovranno stabilire le responsabilità per la morte delle 14 vittime e del ferimento di Eitan, unico sopravvissuto, oggi un bambino di 9 anni. A causare la tragedia, secondo gli accertamenti, sarebbe stata la rottura della fune traente e il blocco del freno di emergenza.

Nel corso della prima udienza preliminare, durata circa due ore, è stata formalizzata la richiesta di costituzione di parte civile da parte di 11 soggetti, sei dei quali nei confronti di tutti gli 8 imputati, cinque invece nei confronti di sette imputati esclusa la Leitner. A costituirsi parte civile contro tutti gli imputati sono stati i legali in rappresentanza di Eitan, l’unico sopravvissuto alla tragedia nella quale ha perso i genitori, il fratellino e i bisnonni, il Comune di Stresa, la Regione Piemonte, l’Anmil e alcuni parenti di altre vittime. Contro i sette imputati ma non contro la società altoatesina si sono costituiti, invece, i famigliari di alcune delle vittime perlopiu’ israeliane. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 27 febbraio quando i legali delle parti e la procura esprimeranno le loro valutazioni sulle richieste di costituzione di parte civile, dopodiché il giudice prenderà la decisione su chi ammettere.

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