Storie Web martedì, Aprile 7

Anche per il 2026 è riconosciuto il cosiddetto bonus Giorgetti con l’incentivo destinato ai lavoratori dipendenti che, pur maturando i requisiti per la pensione anticipata, decidono di prolungare l’attività. L’Inps, con la circolare n. 42 del 3 aprile 2026, chiarisce l’ambito di applicazione dell’incentivo al posticipo del pensionamento che è stato prorogato dalla legge di Bilancio 2026 in favore dei lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata (almeno 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) senza optare per l’uscita anticipata.

Il vantaggio fiscale in busta paga

La misura consente ai lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e alle forme sostitutive ed esclusive, che decidono di continuare a lavorare pur avendo maturato i requisiti pensionistici, di rinunciare all’accredito contributivo della quota dei contributi previdenziali a proprio carico relativa all’assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs), pari al 9,19%. Il datore di lavoro non è più tenuto al versamento della quota di contribuzione Ivs a carico del lavoratore e, a partire dalla prima decorrenza utile per il pensionamento successiva alla scelta effettuata, il 9,19% di contribuzione a carico del lavoratore è corrisposta direttamente in busta paga. Con un vantaggio fiscale perché in base a quanto previsto dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), questi importi non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente ai fini fiscali. Va poi ricordato che il datore di lavoro dovrà continuare a versare la quota contributiva a suo carico.

Le platee interessate dall’incentivo

La facoltà di avvalersi dell’incentivo, come già indicato nella circolare n. 19 del 25 febbraio 2026, riguarda due categorie di lavoratori: i dipendenti che hanno maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile (Quota 103 con 62 anni di età e 41 anni di contributi). E i lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, pari a 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Restano ferme le specifiche condizioni previste per alcune categorie di lavoratori iscritti a gestioni previdenziali particolari, tra cui il Fondo volo e il settore autoferrotranvieri, nonché le disposizioni relative ai casi di cessazione dell’incentivo secondo la normativa vigente.

La misura serve a favorire la permanenza volontaria nel mercato del lavoro dei lavoratori che hanno già maturato i requisiti per il pensionamento, garantendo continuità contributiva per la quota a carico del datore di lavoro e maggiore flessibilità nelle scelte individuali. Da notare che nella fascia 50–74 anni l’Italia resta sotto la media europea, con un tasso di occupazione del 48,7% contro un dato UE intorno al 51%, nonostante i tassi di crescita di questa fascia d’età siano stati, nell’ultimo decennio, considerevoli.

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