Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

E’ stata sostanzialmente bocciata la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, affrontata oggi in un lungo dibattito dal Consiglio regionale del Veneto. Il voto della norma, proposta dall’associazione ‘Coscioni’ richiedeva il sì della maggioranza assoluta. Erano in votazione in tutto 5 articoli. Il secondo, in particolare, era ritenuto un articolo ‘fondamentale’ della legge, per cui il presidente Roberto Ciambetti ha proposto il rinvio in commissione, che è stata poi approvato dall’assemblea. La discussione e il voto hanno visto la spaccatura del centrodestra, con Fdi e Fi contrari, il presidente Luca Zaia e parte della Lega favorevoli, come le opposizioni. 

Sia il primo che il secondo articolo hanno in particolare ottenuto 25 voti favorevoli, 22 contrari, e 3 astenuti. La maggioranza dei voti assoluta, fissata a quota 26, non è stata quindi raggiunta. Il presidente Ciambetti, dopo una breve riunione dell’ufficio legislativo del Consiglio, ha quindi messo ai voti il rinvio in Commissione del testo, approvato con 38 sì e 13 assenti. Il progetto di legge in questo modo, ha spiegato Ciambetti, diventerà “ordinario” e non avrà i tempi contingentati, come invece prevede lo Statuto regionale a proposito delle proposte di legge di iniziativa popolare. Se non verrà affrontata in questi mesi, sostanzialmente la proposta normativa rimarrà incardinata all’ordine del giorno della prossima legislatura.

Zaia: “Legge non stabiliva nulla, è già possibile per i malati terminali”

“E’ stata bocciata una legge di iniziativa popolare, che non viene dalla Giunta regionale. Non passa perché a parità di voti, 25 contro e 25 a favore, viene rimandata in Commissione, questa è la democrazia. Dopodiché, domani mattina i pazienti terminali possono chiedere, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019, l’accesso al fine vita, il che è la prova provata che questa iniziativa non serviva per autorizzare il fine vita ma stabiliva solo i tempi di risposta alle istanze“. Cosi’ il governatore del Veneto Luza Zaia, commentando lo stop del Consiglio regionale alla legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni. “Su un tema etico è fondamentale che tutti abbiamo libertà di pensiero e di espressione – ha aggiunto – spero che a livello nazionale si affronti il tema”.

Associazione Luca Coscioni: “Opportunità non colta”

“Dobbiamo prendere atto che, nonostante l’impegno generoso di tante consigliere e consiglieri regionali che hanno agito sulla base di convinzioni invece che di appartenenze politiche, l’opportunità creata non è stata per il momento accolta dalla maggioranza assoluta dei votanti in Consiglio regionale. Il diritto ad essere aiutati a morire resta, auspichiamo che il Consiglio vorrà presto tornare ad esprimersi e approvare il testo”. Così in una nota Marco Cappato e Filomena Gallo (Associazione Luca Coscioni) commentano la bocciatura in Consiglio regionale del Veneto della legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione sul suicidio medicalmente assistito. 

“Siamo comunque certi – conclude – che il confronto di queste settimane non sia avvenuto invano. È infatti cresciuta nell’opinione pubblica veneta la consapevolezza dell’esistenza in Italia, a determinate condizioni, del diritto di ottenere l’aiuto medico alla morte volontaria, come già i casi di Federico Carboni nelle Marche, ‘Anna’ in Friuli e ‘Gloria’ in Veneto hanno dimostrato”.

 

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