Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Un 2024 che si apre con nuove tensioni e con ulteriori rischi per i flussi commerciali, dovuti alla forte riduzione dei transiti nel canale di Suez. I prezzi del gas e del petrolio finora non ne hanno risentito ma restano alti: a gennaio 31 euro mwh e 78 dollari al barile. A fine 2023 il pil italiano potrebbe essere andato meglio delle attese: sono ripartiti i servizi e le costruzioni, ma l’industria resta debole. L’inflazione è ai minimi, ma solo in Italia. Sui tassi ci sono attese al ribasso, ma questo contesto potrebbe frenare la mosse della Bce e i tassi potrebbero rimanere alti per alcuni mesi. Con effetti sul credito: a novembre c’è stato un ennesimo aumento del costo del credito per le imprese, 5,59 in media. Viceversa per il secondo mese si è attenuata la caduta dei prestiti, -4,8% annuo da un minimo di -6,7, ma il credito resta un fattore di freno per investimenti e consumi. È ciò che emerge dal documento Congiuntura Flash del Centro studi Confindustria.

Inflazione bassa in Italia, non ancora in Europa

Analizzando l’inflazione, in Italia è scesa a dicembre, +0,6% annuo da +0,7%. Ma è balzata in Germania, +3,8% a +2,3%, e Francia, +4,1% da +3,9 per cento. La media dell’Eurozona è risalita al +2,9% da 2,4 per cento. Il divario è spiegato dai diversi andamenti dei prezzi energetici, che ora calano molto di più in Italia, -24,7%, che in Europa, -6,7. In Italia i prezzi core di beni e servizi sono tornati sotto il 3,0, mentre nell’area euro sono al 3,4.

Tassi attesi in calo

Quanto ai tassi, non hanno risentito delle riforme europee, i mercati si aspettano ribassi: un taglio Fed a marzo, nell’eurozona un taglio a marzo-aprile. Il recente aumento dell’inflazione non ha intaccato l’ottimismo dei mercati, ma, dice il Csc, può frenare le mosse Bce.

Investimenti meno negativi, ma consumi incerti, mentre cresce il lavoro

Gli investimenti sono meno negativi: dopo il calo del terzo trimestre 2023 migliorano le condizioni nel quarto. Ma a dicembre cala la fiducia delle imprese. Anche i consumi nel quarto trimestre 2023 sono incerti, dopo un terzo trimestre robusto. E questo nonostante il lavoro cresca: +450mila occupati a fine novembre da fine 2022. La crescita ottobre-novembre, +122mila, è dovuta ai lavoratori a tempo indeterminato (+0,9%, +143mila), calano determinato e indipendenti, ambedue a -0,3 per cento.

Servizi in risalita, ma nell’industria un brusco calo

Se risalgono i servizi tra ottobre e novembre, l’industria a novembre ha un forte calo, il terzo consecutivo: -0,3% la produzione industriale. Nel quarto trimestre la variazione acquisita della produzione è di -1,1 per cento. E a inizio 2024 il blocco del canale di Suez, se prolungato, può peggiorare lo scenario.

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