Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

Dall’Irlanda a Baltimora fino alla Brianza cresce il peso del whisky nel business di Ilva Saronno. E cresce anche con uno sviluppo inedito perché Ilva Saronno dopo aver investito sul whisky irlandese The Busker (nel 2016 è entrata nella distilleria Royal Oak per poi rilevarla in toto nel 2019) e dopo aver scommesso qualche mese fa sulla Sagamore Spirit di Baltimora negli Usa adesso lancia la sua sfida più interessante entrando nella promettente nicchia del whisky made in Italy.

L’investimento in Albedo

Ilva Saronno, infatti, approfittando di un aumento di capitale, ha rilevato il 20% del capitale di Albedo, distilleria artigianale lombarda (precisamente di Seregno, nella provincia di Monza Brianza). Albedo è stata fondata da Raiload Brewing e ha iniziato a produrre whiskey con il brand Strada Ferrata nel 2020 anche se il primo assaggio non è ancora avvenuto. Le operazioni di distillazione sono cominciate infatti l’11 febbraio del 2021 e pertanto il primo assaggio di whiskey made in Brianza è atteso per la fine del 2024.

«Crediamo molto in questo prodotto – spiegano alla Ilva di Saronno – come nelle persone che hanno iniziato questo percorso prima di noi che solo ora siamo sbarcati con la nostra partecipazione. Si tratta di una realtà giovane italiana e tutta italiana, un aspetto di grande rilevanza per noi di Ilva che siamo al 100% made in Italy. Con la scommessa sul whiskey lombardo continuiamo il nostro processo di rafforzamento in questo settore per il quale notiamo come a livello mondiale stia crescendo la qualità dei prodotti e anche il mercato».

La via italiana al whisky di qualità

La via italiana al whisky avviata da Albedo prevede materie prime di alta qualità per un distillato di cereali invecchiato minimo 3 anni «nel quale – spiegano ad Albedo – le caratteristiche gustative delle materie prime si integrano con la complessità degli aromi portati dal legno e dal tempo. Lo spirito innovativo risiede anche nella ricerca delle tipologie di botte ideali per gli affinamenti dalle classiche botti ex bourbon ed ex sherry fino a botti che in precedenza hanno ospitato vini o birre italiani o ancora botti vergini meno convenzionali come Ciliegio e Acacia prodotte da mastri bottai italiani».

Clima favorevole

L’altra caratteristica che può segnare la produzione di whisky italiana è tutta climatica perché in genere i climi più rigidi comportano una maturazione più lenta mentre condizioni più miti, come quelle che si possono in genere riscontrare in Italia possono velocizzare l’affinamento del prodotto.

Condividere.
© 2024 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.