
Il Washington Post, di proprietà del miliardario Jeff Bezos, ha iniziato a licenziare centinaia di giornalisti. Il numero di licenziamenti non è stato reso noto. Secondo il New York Times, circa 300 degli 800 giornalisti saranno licenziati. Questa ristrutturazione, volta a riformare un giornale “di un’altra epoca”, secondo quanto riferito dal direttore esecutivo del quotidiano, Matt Murray, “include sostanziali riduzioni di personale” e mira a “garantirne” il futuro, un lavoro ha aggiunto il direttore “difficile, ma essenziale”.
Murray ha illustrato i cambiamenti in una riunione online aziendale. I membri dello staff hanno quindi iniziato a ricevere email con due oggetti, che informavano della soppressione o meno del loro ruolo. Voci di licenziamenti circolavano da settimane. Il giornale ha perso abbonati in parte a causa delle decisioni prese da Bezos, tra cui il ritiro dall’appoggio alla dem Kamala Harris, durante le elezioni presidenziali del 2024 contro Donald Trump e l’orientamento più conservatore
Su Facebook Martin Baron, ex caporedattore del quotidiano e figura di spicco del giornalismo americano ha scritto: “Questo è uno dei giorni più bui nella storia del giornale”, e ha denunciato senza mezzi termini i “disgustosi tentativi di Jeff Bezos di ingraziarsi Donald Trump”.