Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Il vero segnale di rinascimento industriale? Il numero di startup da 1 milione, non i miliardi investiti

Per parlare seriamente di rinascimento industriale delle startup dovremmo smettere di inseguire la retorica dei miliardi investiti e concentrare l’attenzione su una metrica diversa, meno appariscente ma più predittiva: il numero di aziende che riescono a raccogliere il loro primo milione di euro di capitale privato.

Oggi in Italia si investono circa 1,5 miliardi l’anno in startup. È una cifra che ripetiamo spesso (siamo a un quinto della Francia e a 1/200 degli USA) accompagnandola dal mantra del “non basta”. Il rischio, però, è trarre una conclusione sbagliata: pensare che se per decreto o incentivi fiscali salissimo domani a 10 miliardi, il Paese avrebbe automaticamente colmato il gap.

Il volume complessivo degli investimenti ci dice quanto un mercato è maturo oggi, ma dice poco sulla sua capacità di rigenerarsi domani. Per un ecosistema ancora giovane come quello italiano, l’indicatore cruciale è la “nuova capacità imprenditoriale” validata dal mercato. Ovvero: quante startup ogni anno riescono a chiudere il primo round da 1 milione di finanziamento, un seed round robusto.

La legge dei grandi numeri

L’esperienza empirica internazionale suggerisce una proporzione ricorrente: ogni 100-200 startup che raccolgono almeno 1 milione, entro circa otto anni emerge in media un unicorno. Non è una legge fisica, ma un ordine di grandezza statistico. Se domani Milano avesse 1.000 startup con un primo round “milionario” alle spalle, potremmo affermare che la città gioca nella stessa categoria di Londra o Parigi. Questo dato varrebbe molto più di un generico “a Milano sono stati investiti 5 miliardi”, perché certificherebbe l’esistenza di una pipeline sistemica, non di singoli colpi di fortuna.

L’obiettivo: da 90 a 1.000 startup da 1 milione l’anno

Oggi l’Italia genera circa 60-90 startup l’anno che superano la soglia del primo milione. Un dato troppo esiguo per parlare di “Startup Nation”. Per diventare tale, l’obiettivo industriale per l’Italia dovrebbe essere chiaro: 700-1.000 nuove startup all’anno sopra il milione di raccolta. Solo con questa massa critica, in un ciclo di maturazione di 6-8 anni, potremmo aspettarci la nascita fisiologica di 2-10 nuovi unicorni italiani ogni anno. Non diventeremmo la Silicon Valley, ma un ecosistema che produce campioni globali per statistica, non per eccezione. Quanti laureati italiani migrerebbero a quel punto?

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