Storie Web venerdì, Marzo 20

Il cancro del colon non è solo una questione di cellule impazzite che crescono senza controllo. È, sempre di più, una storia di relazioni sbagliate. E di alleanze pericolose. Quella tra il tumore stesso e il nostro sistema immunitario che, invece di difenderci, finisce per dare una mano al nemico. Ed è proprio nel contesto di questo gioco ambiguo che arriva una scoperta in grado di interrompere questo ‘dirottamento’ e, in prospettiva anche di portare a nuove cure.

Un gruppo di ricercatori cinesi (primo nome Shuai Chen dell’Istituto di Oncologia dell’Università di Tianjin) ha individuato una proteina, la MIIP (Migration and Invasion Inhibitory Protein), che potrebbe avere un ruolo decisivo: agisce infatti come un freno nascosto, capace di impedire al tumore di “riprogrammare” le nostre difese e di dirigerle contro di lui. Quando questo freno funziona, il sistema immunitario resta dalla parte giusta e combatte il tumore. Quando invece viene bloccato, il tumore prende il controllo della situazione, diventando sempre più invasivo.

La biologia dei tumori

Per capire perché MIIP è così importante, bisogna affacciarsi su uno dei meccanismi più affascinanti e inquietanti della biologia dei tumori. I macrofagi sono le cellule del sistema immunitario che dovrebbero trovarsi sempre in prima linea contro le minacce. Ma in presenza di un tumore a volte vengono ‘convinti’ a cambiare schieramento e a diventare complici del nemico. Nella loro versione “M2”, invece di attaccare, ‘proteggono’ le cellule tumorali, ne favoriscono la crescita e soprattutto la diffusione ad altri organi, preparando in pratica il terreno per le metastasi, che sono la vera causa di mortalità oncologica nella maggior parte dei casi.

Ed è qui entra in gioco la proteina MIIP. Lo studio pubblicato su Cancer Biology & Medicine dimostra che questa proteina è in grado di bloccare il segnale che trasforma i macrofagi in alleati del tumore. È come se impedisse al cancro di ‘parlare’ con il sistema immunitario e, così facendo, di manipolarlo. Quando la MIIP è presente in quantità adeguata, questo dialogo tossico si interrompe e il tumore perde uno dei suoi alleati principali: un sistema immunitario ‘corrotto’ a suo favore.

Al contrario, quando la proteina MIIP manca o è scarsa, si attiva una complessa catena di segnali (asse STING–NFκB2–IL10) che ribalta completamente la situazione. Le cellule tumorali iniziano a produrre sostanze che ‘addormentano’ la risposta immunitaria e trasformano i macrofagi in alleati potenti della malattia. Da qui, si innesca un circolo vizioso: più il tumore cresce, più rafforza il suo sistema di auto-protezione, diventando così sempre più difficile da colpire.

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