Storie Web mercoledì, Febbraio 25

Il “Will Smith eating spaghetti test” è uno dei benchmark più curiosi — e rivelatori — dell’intelligenza artificiale contemporanea. Nasce nel 2023, quando un utente Reddit pubblicò un video generato da IA in cui l’attore Will Smith mangiava spaghetti: il risultato era grottesco, con volti deformati, movimenti impossibili e pasta che sembrava fondersi con il corpo. Proprio quell’orrore visivo diventò un simbolo dei limiti della generazione video automatica.

Da allora il prompt “Will Smith eating spaghetti” è diventato un test informale per misurare i progressi dei modelli text-to-video: riprodurre in modo credibile un volto umano mentre compie un’azione complessa — mangiare — richiede coordinazione tra anatomia, fisica, espressioni facciali e continuità temporale. In pratica è una prova di maturità per l’AI visiva.

Dopo il baccano suscitato dal video di Tom Cruse e Brad Pitt pubblicato su X che ha tratto in inganno moltissime persone la ricerca di un metotodo per scoprire la veridicità degli audiovideo in rete diventa sempre più pressante. Anche perché nel frattempo aumentano i generatori di video con l’AI. La scazzottata di Cruise e Pitt per esempio è stata realizzata con un prompt di due righe inserito in Seedance 2, il nuovo modello di generazione video di ByteDance, la società cinese proprietaria di TikTok.

Il salto di qualità e realismo però è avvenuto nel 2025 con Veo 3 di Google, capace di produrre clip molto più realistiche rispetto al passato, anche se con piccoli difetti (per esempio suoni di masticazione poco naturali). Oggi la competizione è globale: modelli come Sora di OpenAI, Veo di Google e sistemi cinesi come Seedance o Kling stanno tutti dimostrando di poter “passare” il test, con risultati sempre più indistinguibili dal reale.

Il punto non è la pasta, ma la fiducia: se un video banale diventa indistinguibile da uno vero, l’intero ecosistema dell’informazione visiva cambia. Il meme dello spaghetti è quindi diventato un indicatore culturale della velocità con cui l’AI sta imparando a simulare il mondo.

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