Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

“Il vino come la terra e l’abilità agricola sono doni di Dio, ma il Creatore ce li ha affidati perché con la nostra sensibilità e la nostra onestà ne facciamo, come dice la Scrittura, una vera fonte di gioia per il cuore dell’uomo”. È uno dei passaggi chiave del discorso che Papa Bergoglio ha tenuto oggi in un’udienza privata con il mondo del vino, con decine tra le principali cantine italiane di ogni regione (intravisti tra gli altri Vittorio Moretti, i veneti Zonin, Tommasi, Tedeschi, Pasqua e poi Marchesi di Barolo, Cinelli Colombini, Incisa della Rocchetta, Umani Ronchi, Caprai, Mastroberardino fino ai siciliani Donnafugata e Planeta oltre alle associazioni Federvini e Unione italiana vini) organizzata dalla Curia di Verona insieme con Vinitaly (presente anche il sindaco di Verona, Damiano Tommasi). L’incontro infatti è stato promosso dall’Arcivescovo di Verona Domenico Pompili, già portavoce della Cei e vescovo di Rieti, in prima fila all’epoca del terremoto e per questo stimato da Papa Francesco.

Il saluto di Bergoglio

Bergoglio nel proprio saluto ai produttori di vino italiani ha avuto anche modo di scherzare come quando ha letto il tema dell’incontro in programma nel pomeriggio “L’economia di Francesco e il mondo del vino italiano”. “Ma così sembra un Papa ubriaco” ha sottolineato. Ma poi è tornato subito serio. “Per numero di aziende coinvolte, qualità di produzione e impatto occupazionale – ha aggiunto il Pontefice – la vostra è certamente una realtà significativa, sia sulla scena vinicola italiana che internazionale, ed è dunque bene che vi ritroviate a riflettere insieme sugli aspetti etici e sulle responsabilità morali che tutto ciò comporta, e che in questo traiate ispirazione dal Poverello di Assisi. Le linee fondamentali su cui avete scelto di muovervi – attenzione all’ambiente, al lavoro e a sane abitudini di consumo – indicano un atteggiamento incentrato sul rispetto, a vari livelli. E il rispetto, nel vostro lavoro, è certamente fondamentale: per un prodotto di qualità, infatti, non basta l’applicazione di tecniche industriali e di logiche commerciali; la terra, la vite, i processi di coltivazione, fermentazione e stagionatura richiedono costanza, richiedono attenzione e richiedono pazienza”.

Costanza e pazienza

Papa Francesco si è soffermato in particolare su costanza e pazienza necessarie a chi coltiva la terra e ha ricordato alcuni i passaggi delle Sacre Scritture. “Viene in mente – ha aggiunto – la Lettera di Giacomo, che dice: ‘Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge’ (Gc5,7). E penso soprattutto a Gesù, il quale, nell’ultima immagine che lascia ai suoi discepoli, parla del Padre come di un agricoltore, che si prende cura della vite, potandola e facendo così in modo che porti buon frutto (cfr Gv15,1-6). Rispetto, costanza, capacità di potare per portare frutto sono messaggi preziosi per l’anima, che ben si apprendono dai ritmi della natura, dai vitigni e dalla lavorazione. Essa comporta un’infinità di competenze, solo in parte trasmissibili in modo tecnico, ‘scolastico’, spesso invece legate alla condivisione di una sapienza pratica, di vita, a un’esperienza specifica da acquisire sul campo, in modo tanto più proficuo, quanto più ci si lascia coinvolgere dalla dimensione umana di ciò che si fa”.Ma rispetto e umanità sono valori decisivi tanto nell’uso della terra quanto nella gestione del lavoro, delle persone e nel consumo (responsabile) dei prodotti, “per far maturare – ha detto ancora Papa Francesco – a livello di singoli e di aziende, quella capacità di auto-trascendersi, infrangendo la coscienza isolata e l’autoreferenzialità, che rende possibile ogni cura per gli altri e per l’ambiente, considerando quindi l’impatto provocato da ogni azione e da ogni decisione personale al di fuori di sé”.

Il presidente di Veronafiere

“L’udienza cui abbiamo partecipato – ha commentato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo – rappresenta un evento di straordinaria rilevanza per Veronafiere che, attraverso Vinitaly, coinvolge i principali protagonisti di un comparto che più di altri esprime un forte legame con le nostre origini culturali. Come ci ha ricordato Papa Francesco rendiamo omaggio al vino come dono di Dio, simbolo di tradizione e di un sistema economico sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, il tutto all’insegna di una convivialità che unisce”.

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