Sale al Quirinale, in serata, per un confronto con il Capo dello Stato Mattarella, che poco prima aveva ricevuto il ministro Crosetto. Al termine di un’altra giornata complessa sulla crisi in Medioriente. Stiamo affrontando giorni difficili, l’ammissione di Giorgia Meloni, a un evento sul Piano Mattei alla Banca d’Italia. Il timore maggiore è il possibile allargamento del conflitto. Ma a preoccupare in queste ore il governo sono anche le ripercussioni interne, dal nodo sicurezza, alla questione energetica. A Palazzo Chigi la premier coordina una nuova riunione con i ministri competenti e l’intelligence, anche per un aggiornamento sulla situazione dei connazionali nelle zone a rischio. E in vista del CDM di venerdì, che dovrebbe esaminare il dossier degli aiuti militari ai Paesi del Golfo, la presidente del consiglio riceve nella sede dell’esecutivo il ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti. E affida a Tajani e Crosetto le comunicazioni in Parlamento sull’evoluzione del quadro internazionale, con cui il governo punta a ottenere una sorta di mandato politico per affrontare gli sviluppi della crisi. Sull’eventuale utilizzo, da parte di Washington, delle basi italiane per le operazioni in Iran, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano chiarisce intanto che non c’è stata alcuna richiesta dagli USA. Nel caso arrivasse, è la linea di Palazzo Chigi, l’esecutivo valuterebbe attenendosi ai trattati.
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