
La borsa di Milano riparte dal +0,44% di ieri, oggi in avvio -0,14% per cento, in una settimana che ha un bilancio fin del tutto invariato. Avvio in lieve calo anche per gli indici di Londra, Francoforte e Parigi.
Sotto i riflettori i microchip. Ieri i conti stellari società taiwanese Tsmc (oggi +2,96%, +21% nell’ultimo mese) avevano trainato il comparto anche in Europa e Stati Uniti.
Ieri sera c’è stato anche un accordo commerciale tra gli Stati Uniti e Taiwan: l’isola si è impegnata a investire 250 miliardi di dollari negli Stati Uniti, che in cambio hanno abbassato i dazi dal 20 al 15%. Questo ha portato nella notte alla salita degli indici di Taipei e anche di Seul, dove pesa molto il settore tecnologico.
A Wall Street ieri seduta positiva (S&P 500 +0,26%), grazie ai dati trimestrali sopra le attese di Goldman Sachs, Morgan Stanley e Blackorock.
Tra le materie prime: ci sono ricadute sul petrolio della parziale distensione tra Stati Uniti e Iran. Il prezzo del Brent ieri è sceso del 4%, è tornato da 66 a 63,80 dollari al barile, sui livelli di una settimana fa.
Sale invece ancora il gas, alla sesta seduta consecutiva in rialzo: supera i 34 euro al megawattora, il livello più alto da agosto, +21% nell’ultima settimana.
Lo spread Btp/Bund, che ieri è sceso a 63 punti base, il minimo dal 2008. Oggi rimane stabile su quel livello.