Storie Web mercoledì, Febbraio 25

Il primo mese dell’anno segue le orme che il sistema dei piani individuali di risparmio ricalca oramai da tempo: raccolta positiva ottenuta grazie principalmente al contributo dei prodotti obbligazionari. Nelle casse dei gestori di Pir a gennaio sono entrati 239 milioni, il dato migliore da luglio 2025 (343 milioni) e al risultato i prodotti specializzati sui bond hanno contribuito con un incasso complessivo oltre 176 milioni. Un’altra spinta significativa a gennaio è arrivata anche dal versante dei Pir bilanciati che hanno chiuso il mese con i conti in attivo per 65 milioni, mentre è ancora negativa la raccolta per gli azionari, anche se abbastanza prossima al pareggio (-3,3 milioni). Segno più, inoltre, per i flessibili con un saldo 0,9 milioni.

Le nuove proposte sul mercato

Una tendenza consolidata, quindi, quella che caratterizza la dinamica dei piani di risparmio e che conferma l’attenzione verso questi prodotti oltre che con i flussi di raccolta, che puntualmente si indirizzano verso i Pir già esistenti, anche attraverso l’esordio di nuove proposte. Solo a gennaio hanno debuttato sul mercato cinque fondi (rigorosamente obbligazionari) targati Arca, Mediolanum, Eurizon e Bcc Risparmio&Previdenza. Inutile dire che per loro la raccolta è stata molto positiva: 170 milioni, vale a dire la quasi totalità del saldo mensile dell’intera tipologia. Andrea Cecchini, direttore generale di Bcc Risparmio&Previdenza, società che ha proposto sul mercato due Pir obbligazionari a distanza di otto mesi l’uno dall’altro, sottolinea come la normativa Pir e il beneficio fiscale rendano questi strumenti naturalmente associati a un orizzonte temporale ben definito e spiega quali siano secondo lui le ragioni alla base della scelta di puntare sulla tipologia di Pir legati ai bond. «La possibilità per il cliente di effettuare versamenti annuali fino a 40mila euro su più Pir dello stesso emittente – prosegue – ci ha portato a fare una scelta molto chiara: accompagnare il cliente nel tempo con prodotti diversi, lanciati in momenti differenti, con caratteristiche di portafoglio e rendimenti attesi coerenti con il contesto di mercato di ciascun anno. Tenere aperto un unico prodotto nel tempo avrebbe comportato una diluizione dei rendimenti per i clienti entrati nelle fasi iniziali, penalizzandoli anziché premiarli. Al contrario, la struttura che abbiamo adottato, e che si riflette oggi anche nel nuovo prodotto InvestiPer Obbligazionario Pir II, introduce disciplina negli investimenti e consente al cliente di sfruttare in modo più efficiente i vantaggi fiscali e finanziari offerti dai Pir. È una scelta che riflette una visione consulenziale evoluta».

I PIR A GENNAIO 2026

Dati in milioni di euro

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Le performance

Dal fronte dei rendimenti le notizie che arrivano sono particolarmente positive per gli azionari che, soprattutto nei cinque anni, continuano a viaggiare con il vento in poppa. Particolarmente redditizi dal 2021 a oggi Arca Azioni Italia (110,2%), Leadersel Pmi (106,3%) e Sella Investimenti Azionari Italia (96,4%).

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