Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Una messa in sicurezza dei mercati finanziari necessaria per resistere all’urto in arrivo a fine mese del probabile fallimento del gigante dell’immobiliare Evergrande, oberata da 300 miliardi di dollari di debito e dall’irrefrenabile fuga massiccia di capitali, ma anche dalle prospettive demografiche negative del Paese. Per queste ragioni la Cina avrebbe in canna un piano da 278 miliardi di dollari pari a due trilioni di yuan da ottenere attraverso la smobilitazione di fondi offshore detenuti da aziende statali ed enti locali. La sola ipotesi di una simile mossa anticipata da un report Bloomberg ha spinto la borsa di Hong Kong al rimbalzo con un +2,63% in chiusura. Positivo l’impatto anche sull’indice MSCI dei mercanti asiatici emergenti.

Il peso della demografia

Non ha certo aiutato il fatto che per il secondo anno consecutivo, come ha dimostrato il consuntivo dei dati cinesi del 2023 rivelato dall’Ufficio nazionale di statistica, il saldo demografico è negativo consolidando un trend ormai irrreversibile. Un dato che non spinge a puntare sul Paese infatti da almeno due anni gli investitori stranieri stanno rivedendo i loro piano riconsiderando il rischio Cina.

Mentre l’effetto sui mercati internazionali al momento sembra contenuto, all’interno della Cina la situazione è molto diversa. Il rischio che problemi strutturali si saldino con problemi congiunturali è molto alto. Anche se gli addetti ai lavori considerano la Cina un’economia con potenzialità enormi per il settore privato almeno il rischio che le vendite a raffica si spostino anche altrove è pur sempre una mina vagante.

Nello spazio di manovra per evitare un collasso finanziario si collocherebbe questa manovra che punterebbe a minimizzare il rischio tenendo presente che il mattone ha trascinato con sè un altro attore importante del settore finanziario, Zhongzhi, colosso dell’asset management è fallito in apertura del nuovo anno.

La bomba derivati

L’inizio del 2024 infatti ha portato non bene a Pechino, il mercato non ha risposto bene neanche al lancio di nuovi prodotti derivati strettamente legati a indici giudicati poco remunerativi nel medio termine.

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