Storie Web giovedì, Marzo 19

In Francia Julien ha potuto restare a casa con la figlia grazie al congedo di paternità di 28 giorni previsto dalla legge. In Germania Markus utilizza l’Elterngeld e il congedo parentale che permette ai genitori di ridurre il lavoro per occuparsi dei figli. In Spagna Carlos ha beneficiato delle 16 settimane di congedo di paternità pagato. Tre esempi che mostrano come le politiche familiari favoriscano una paternità più presente.

In Francia triplicato il congedo

A partire dal 1o luglio, in Francia i neo-genitori potranno beneficiare di due mesi extra di congedo parentale retribuito. Offrendo a ciascun membro della coppia un ulteriore permesso, la norma, di fatto, triplicherà la durata del congedo oggi previsto per i padri. Inoltre, data la flessibilità di gestione dei periodi di permesso, i genitori che alterneranno le assenze sul lavoro potranno prendersi cura dei propri figli per un periodo particolarmente lungo.

Quello francese è un ulteriore esempio della tendenza europea ad ampliare i sostegni alla genitorialità, conseguente, in parte, proprio all’entrata in vigore della direttiva Ue sui congedi di paternità. Dal 2022, infatti, i 27 membri hanno dovuto aggiornare le loro norme e adeguarsi almeno alla richiesta minima di garantire ai neo-papà 10 giorni di permesso retribuito al 100%.

In Spagna 19 settimane di congedo

Un caso particolarmente emblematico in questo senso è la Spagna. Nel Paese, che da anni si distingue per la generosità della sua offerta, una modifica entrata in vigore a gennaio amplia ancora di più i benefici per le coppie. Alla nascita, adozione o affidamento di un figlio o figlia, madri e padri hanno a disposizione 19 settimane di permesso totalmente retribuito e non trasferibile. Sei settimane da sfruttare subito, undici entro dodici mesi e due da poter usare prima degli otto anni.

La proposta spagnola non rappresenta solo un’innovazione legislativa, ma sta continuando a modificare l’atteggiamento verso la cura. Intanto le riforme introdotte tra il 2017 e il 2021, estendendoli da due a sedici settimane, hanno parificato i permessi per i papà ai congedi garantiti alle mamme. Inoltre, rispetto agli avanzati modelli nordici che non impongono specifiche restrizioni, il limite di un anno per utilizzare parte del congedo e la sua non trasferibilità nella coppia, rappresenta un chiaro incentivo di utilizzo per i padri.

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