
In inglese, li chiamano i “caregiver”: sono le persone che in famiglia e a titolo gratuito si prendono cura di congiunti con disabilità o comunque non autosufficienti.
Ora il Consiglio dei ministri, su proposta della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, ha annunciato un disegno di legge che – se approvato – introdurrà un quadro giuridico organico per riconoscerne il valore sociale ed economico.
Alcune delle principali novità previste dal testo
- Sostegno economico mirato alle famiglie in difficoltà: viene istituito un contributo economico nazionale erogato dall’Inps, fino a un massimo di 400 euro mensili. Tale beneficio è destinato prioritariamente a chi presta assistenza a persone con disabilità gravissima e versa in condizioni di disagio economico, con un reddito ISEE inferiore a 3.000 euro annui.
- Raccordo con le tutele territoriali: sono previste disposizioni di raccordo tra le tutele previste a livello statale e quelle previste a livello territoriale.
- Procedura di riconoscimento e iscrizione formale: per assicurare uniformità di trattamento e certezza del diritto, saranno definite le modalità operative di riconoscimento, revoca o sostituzione del soggetto che presta assistenza. L’INPS gestirà le procedure di accettazione della figura individuata, assicurando un monitoraggio costante del limite di spesa.
- Certificazione nel ”progetto di vita”: la riforma interviene sui decreti legislativi 15 marzo 2024, n. 29, e 3 maggio 2024, n. 62, rendendo obbligatorio l’inserimento del nominativo di chi presta assistenza e del relativo carico assistenziale orario all’interno del ”progetto di vita” e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita. Questa formalizzazione è il presupposto necessario per l’accesso a future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative.
Il provvedimento definisce infine l‘ambito nel quale può essere individuata la figura, includendo il coniuge, le parti dell’unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado o affini entro il terzo in casi specifici, consolidando così una rete di protezione legalmente riconosciuta attorno alla persona con disabilità.