Storie Web domenica, Aprile 21
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Il difensore olandese accolto dai boati di fischi dei sostenitori ciociari. Perché tanta acrimonia nei suoi confronti? Bisogna andare indietro nel tempo di qualche settimana, precisamente all’ultima sessione invernale di calciomercato.

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Un gol bellissimo poi un’esultanza che è un peccato veniale costatogli un cartellino giallo abbastanza ingenuo. Dean Huijsen è l’autore della rete che ha permesso alla Roma di sbloccare la gara allo Stirpe con il Frosinone (vincerà 0-3, salendo a -4 dalla Champions). Discesa palla al piede, trova un varco dinanzi a sé e s’infila fino a quando il corridoio non lo porta in buona posizione per lasciare partire il tiro da spedire all’incrocio dei pali. Bum! È la seconda marcatura stagionale in campionato dopo quella al Cagliari, la festeggia nella maniera più appariscente possibile: salta, fa una piroetta poi atterra a gambe divaricate… come Cristiano Ronaldo.

Tutto molto bello, anche quello sfoggio di euforia giovanile e comprensibile soddisfazione per una prodezza tecnica e balistica apprezzabile. Opta ricorda che è uno dei soli due difensori, co preso Leny Yoro del Lilla, nati a partire dal 2005 che sono riusciti a realizzare 2 reti nei maggiori cinque campionati europei di quest’anno.

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Un talento, un diamante grezzo che ha ancora tanto sangue caldo che gli ribolle nelle vene e si abbandona a un gesto che un po’ macchia la sua prestazione: al pubblico ciociaro che lo ha fischiato spesso replica portandosi la mano davanti al naso e alla bocca mimando un chiarissimo “adesso fate silenzio”. Quel tacete a fior di labbra non è gradito nemmeno dall’arbitro, Giua, che gli rifila l’ammonizione sotto il naso a margine di quel momento d’ebbrezza.

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Perché tanta acrimonia nei confronti del difensore olandese? Bisogna andare indietro nel tempo di qualche settimana, precisamente all’ultima sessione invernale di calciomercato. Huijsen è di proprietà della Juventus e a gennaio scorso sembrava destinato a vestire la maglia del Frosinone (come accaduto a Kaio Jorge, Barrenechea e Soulé) ma la sua volontà ha fatto la differenza: ha preferito andare in giallorosso per giocarsi lì tutte le sue carte.

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Aveva ricevuto anche il benestare di José Mourinho e anche dopo l’esonero del portoghese è stato preso sotto l’ala protettiva e la benevolenza di Daniele De Rossi. Si spiega così quella bordata di fischi e di mugugni che gli hanno riservato i sostenitori ciociari fin dal primo minuto. Il ragazzo, però, non si è lasciato intimidire. Quel cartellino giallo, però, ha messo la parola fine sul suo match in anticipo: a inizio ripresa l’allenatore lo ha sostituito con Llorente, perché il campo così richiedeva e perché era meglio evitare guai peggiori.

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