Storie Web sabato, Luglio 13
Notiziario

Tre episodi e altrettante reazioni nella partita persa contro le Furie Rosse spiegano bene perché l’ex Psg ha definito un “fallimento” gli Europei per sé e per la sua nazionale.

Al fischio finale della partita persa contro la Spagna, Kylian Mbappé che vagava senza sapere dove andare era l’immagine di quel che è stato Euro 2024 per se stesso e per la Francia: “un fallimento”. È la parola che usa più volte per spiegare come ha(nno) preso l’eliminazione e definire la sua esperienza poco fortunata in Germania.

Infortunato, mascherato, non in condizione, umiliato dal 16enne Yamal che in campo ha mostrato freschezza e numeri pazzeschi, fermato dal ‘vecchio’ Nacho che gli ha rubato tempo, spazio, dimensione, tutto con una marcatura tanto intelligente quanto efficace, triste e solitario quando il direttore di gara ha mandato tutti negli spogliatoi.

Da un lato c’erano le Furie Rosse che celebravano la qualificazione in finale, dall’altro l’enfant prodige che nella rassegna continentale sa di essersi giocato (e aver perso) molto: una cosa su tutte, il Pallone d’Oro. Lo attende il Real Madrid, ma lo spettacolo che ha offerto è stato tutt’altro che galattico.

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L’ex Psg ha persino scambiato la maglietta con un calciatore iberico tra il primo e il secondo tempo, un gesto che ha mandato su tutte le furie i tifosi perché considerato – secondo una regola non scritta del calcio – un modo per consegnarsi al ‘nemico’. È andato tutto male, malissimo.

Le immagini mostrate dalle tv spagnole e che sui social sono rimbalzate alla velocità di un clic hanno focalizzato l’attenzione sul disagio manifestato in almeno un paio di occasioni. Nel momento in cui il ‘ragazzino’ del Barcellona disegna una traiettoria magica con un sinistro a giro carico d’effetto la reazione di Mbappé dice tutto: muove le labbra si stampa sul viso la faccia di uno che ha capito che non è serata per sé e per i suoi.

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Al triplice fischio cammina da solo nel cerchio di centrocampo, si guarda intorno, si dirige verso la panchina piano piano, prende una borraccia e beve un sorso d’acqua, guarda nella direzione della Spagna che fa festa mentre a lui sembra di mandare giù cicuta.

Autocritica brutale. Mbappé non si nasconde e davanti alle tv spagnole – le stesse che lo accoglieranno entro la metà del mese (16 luglio, in attesa di conferme ufficiali) per la presentazione a Madrid – dà un giudizio molto severo su se stesso. “È stato un fallimento, non c’è altro da dire. Puntavamo al titolo, non siamo riusciti nemmeno ad arrivare in finale. La Spagna ha giocato meglio di noi, quindi hanno meritato di qualificarsi. Quanto a me, ho bisogno di riposare”.

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