Storie Web martedì, Febbraio 27
Notiziario

Prosegue l’attività di “lobby europea” che la Regione Lombardia sta facendo. E adesso c’è un nuovo gruppo di interesse da valorizzare: le regioni con molte aziende impegnate nel settore della chimica. L’assessore allo Sviluppo economico della Lombardia, Guido Guidesi, ne è appena diventato presidente.

Assessore, non solo automotive o problematiche legate alla sostenibilità. Adesso la Lombardia rappresenta anche gli interessi delle regioni con presenza massiccia di imprese chimiche. Perché avete sposato questa ulteriore battaglia?

Io sono stato eletto da questa associazione che esiste da 20 anni. Mi sono candidato, ovviamente in rappresentanza della mia regione, con un programma che evidentemente ha saputo creare fiducia. A votarmi sono state regioni “storiche” dell’Europa, come la Sassonia, ma anche regioni di più recente ingresso in Europa, come alcune regioni polacche e parte della Repubblica Ceca. Siamo 14 in tutto, in Italia ci sono la Lombardia e l’Emilia Romagna.

E quale il programma che ha unito tutti questi territori diversi?

Essenzialmente il fatto, condiviso, che alla chimica si sia data poca attenzione negli ultimi anni. È ancora spesso associata a qualcosa di pericoloso o poco sostenibile, ci sono pregiudizi. Ma prima di tutto ormai la chimica si basa su progetti “verdi”, con grande attenzione alla transizione energetica. La chimica è protagonista della transizione ambientale, come dimostra il lavoro che sta facendo Eni, o come spiegano i dati di Farmindustria. Inoltre è alla base di tanti settori, che nemmeno immaginiamo, dall’edilizia, al farmaceutico, al tessile, fino al recupero della plastica. E rinunciarci significa dipendere sempre di più dall’estero, e per estero intendo i Paesi fuori dall’Europa, da cui invece la pandemia ha mostrato che dovremmo per quanto possibile affrancarci.

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