
La cifra include l’assistenza macrofinanziaria e il Ukraine Facility da 50 miliardi di euro per il periodo 2024-2027, di cui 38,27 miliardi sotto forma di sostegno diretto al bilancio, prevalentemente tramite prestiti agevolati. L’assistenza militare è stimata dall’EPRS in 63-65 miliardi di euro, includendo le forniture degli Stati membri e i fondi dello Strumento europeo per la pace.
Il capitolo più rilevante, ma meno visibile nel dibattito pubblico, riguarda il sostegno ai rifugiati: secondo le stime basate sui dati dell’Istituto di Kiel, le spese sostenute dagli Stati membri per l’accoglienza ammontano a circa 155 miliardi di euro tra l’inizio del 2022 e l’agosto 2025.
Nel complesso, sommando programmi di bilancio UE, aiuti militari e costi per i rifugiati, il “conto” dell’Ucraina per l’Unione europea si colloca intorno ai 330 miliardi di euro in tre anni e mezzo. Su base annua, si tratta di 90-100 miliardi di euro, a fronte di un PIL dell’UE-27 superiore ai 15.000 miliardi nel 2024: circa lo 0,6-0,7% del PIL europeo all’anno.
Il ruolo di BEI e BERD
Oltre alle voci di bilancio tradizionali, un ruolo chiave è svolto anche dalle istituzioni finanziarie europee. Secondo una nota del luglio 2025, il Gruppo BEI ha mobilitato 3,6 miliardi di euro in prestiti e garanzie a favore dell’Ucraina, destinati soprattutto a infrastrutture energetiche, trasporti e piccole e medie imprese.
La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERD) è il principale investitore istituzionale nel Paese durante la guerra: alla Conferenza per la ripresa dell’Ucraina del 2025, a Roma, ha indicato un volume di finanziamenti pari a 7,6 miliardi di euro, con l’obiettivo di mantenere un ritmo annuo di 1,5-2 miliardi.