Storie Web lunedì, Gennaio 19
Groenlandia, l’Ue reagisce a Trump e valuta dazi per 93 mld. Macron: bazooka anti coercizione

Più facili da adottare delle misure anti-coercizione sarebbero contro-dazi europei sulle merci americane. A questo proposito, l’intesa economica raggiunta durante la scorsa estate tra Washington e Bruxelles è attualmente oggetto di approvazione da parte del Parlamento europeo. Il capogruppo popolare Manfred Weber ha già annunciato che l’iter è ormai congelato, dopo gli annunci del presidente Donald Trump. Ricordiamo che l’accordo prevede dazi massimi del 15% da parte americana.

Nota un diplomatico europeo: «Penso che ora la discussione sia decisamente diversa (rispetto al passato anche recente, ndr). È chiaro che qui è in gioco qualcosa di fondamentale. L’attivazione dello strumento anti-coercizione è una risposta ovvia, ma ce ne sono altre sia a livello politico che diplomatico. Decisioni di questa natura sono di competenza esclusiva dei capi di Stato e di governo, con i paesi europei e non europei coinvolti».

L’annuncio del presidente Trump riguarda otto paesi, di cui sei dell’Unione europea: Francia, Germania, Regno Unito, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia. Questi paesi hanno risposto all’iniziativa americana con un comunicato in cui hanno ribadito la loro solidarietà con la Groenlandia e hanno aggiunto: «Le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale discendente. Continueremo a rispondere in modo unito e coordinato».

Ha fatto notare su X Gérard Araud, un ex ambasciatore francese negli Stati Uniti, in Israele e alle Nazioni Unite: «Se l’Unione europea, che nei fatti è un’unione doganale e un mercato unico basati su una gestione in comune del proprio commercio estero, accettasse una discriminazione tariffaria tra i suoi membri da parte di paesi terzi, metterebbe in discussione il proprio principio fondamentale. Ne sarebbe minacciata l’esistenza stessa dell’Unione».

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