
Sulla liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò da parte delle autorità del Venezuela c’è stato “un grande lavoro della nostra diplomazia” e si è trattato di “un successo anche del governo” italiano “che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c’è stato in Venezuela quindi abbiamo apprezzato molto la decisione della presidente Rodriguez di liberare i nostri connazionali. Siamo già a 4 o 5, quindi credo che la cosa sia per noi molto positiva e creerà un nuovo rapporto tra Italia e Venezuela”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento telefonico con RaiNews24.
“Erano mesi che stavamo lavorando, in silenzio ma sempre tenendo alto l’impegno per liberare gli altri italiani” detenuti in Venezuela ha detto Tajani commentando in diretta la notizia annunciata poco prima su X della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, entrambi detenuti a Caracas da oltre un anno.
La scarcerazione dei due connazionali, dopo quella del giornalista Biagio Pilieri e dell’imprenditore Luigi Gasperin, “è un successo del governo e della diplomazia italiana”, ha aggiunto Tajani sottolineando come il risultato sia stato raggiunto anche grazie alla capacità di leggere e sfruttare la nuova congiuntura politica del Paese: “Abbiamo continuato a inviare messaggi positivi e abbiamo continuato a parlare” con la nuova presidenza ad interim, ha spiegato il vicepremier riferendo di aver saputo “ieri sera” con una “telefonata del ministro degli esteri, che Trentini sarebbe stato liberato”.
Tajani ha tenuto a ringraziare l’Ambasciata italiana a Caracas, e in particolare l’ambasciatore, Giovanni Umberto De Vito, “per come ha lavorato per ottenere un grande risultato politico” e tutti coloro che nei mesi, in silenzio, si sono adoperati per portare avanti trattative difficile in una situazione quanto mai delicata. “Soprattutto è importante che le famiglie li possano riabbracciare quanto prima”, ha insistito il titolare della Farnesina ricordando la lunga detenzione dei due prigionieri nel carcere di El Rodeo, una cinquantina di chilometri dalla Capitale.